Disastro
Costa Concordia: squali all’attacco dei naufraghi.
Come nelle peggiori tragedie del mare – quale è il
disastro della Costa Concordia – dopo l’incaglio i
poveri naufraghi hanno dovuto subire un pesante attacco di squali. Non
ci riferiamo ovviamente a pescecani pericolosi per
l’uomo (che fortunatamente non ci sono attorno
all’isola del Giglio), ma al nutrito branco di avvocati,
studi legali ed associazioni di consumatori che su internet si stanno
offrendo ai malcapitati naufraghi per proporre azioni legali singole o
collettive contro armatore, vettore, tour operator (e chi
più ne ha, più ne metta).
Nelle ore successive al disastro si sono visti fiorire su internet
pagine web con moduli di adesione ad azioni di massa, pagine con
istruzioni più o meno precise su come avanzare reclami,
offerte di patrocinio di legali a prezzi stracciati se non gratuiti.
Offerte queste, per la maggior parte, da prendere al volo pena la
decadenza da ogni diritto – secondo alcuni di questi siti
– qualora la richiesta di risarcimento non sia avanzata entro
dieci giorni.
I risultati offerti sono dei più vari. Si va da chi si
accontenta di garantire una decina di migliaia di euro quale danno da
vacanza rovinata a chi afferma la possibilità di
risarcimenti pressoché sicuri fino a mezzo milione di euro.
Non si tratta ovviamente di promesse esplicite, ma in genere di dotte
disquisizioni sulla normativa applicabile (purtroppo raramente corrette
o complete) alla fine delle quali è più o meno
esplicito l’invito a rivolgersi al titolare del sito per far
valere i propri diritti.
In virtù del vento liberalizzatore che sta spazzando il
mercato dei servizi legali, i costi per tali azioni, quando indicati,
sono generalmente modici se non addirittura nulli, proponendosi il
recupero delle spese sul risarcimento ottenuto; sicché, a
prima vista, potrebbe anche ritenersi che chi si fidi di tali annunci
non abbia poi un grave pregiudizio se l’azione che gli viene
proposta si rilevasse errata.
Tuttavia non è così. È facile
prevedere che il naufrago che si affidi a tali siti abbia in seguito
brutte sorprese, sia sul fronte delle spese che sul fronte dei
risultati. Sul primo, dato che nessuno fa niente per niente,
è difficile pensare che effettivamente azioni di quel genere
non avranno gran peso economico sui naufraghi. Al di là
infatti dell’eclatanza dell’avvenimento, le
questioni giuridiche e gli aspetti processuali da affrontare sono
oggettivamente complessi. Non si tratta, in altre parole, di una causa
di infortunistica stradale davanti al Giudice di pace.
Sul fronte dei risultati, è abbastanza facile prevedere la
futura delusione dei naufraghi. Chi si sarà affidato a chi
propone class action per danno da vacanza rovinata si
accorgerà come minimo che altri suoi compagni di sventura,
più accorti nella scelta, avranno ottenuto risarcimenti ben
maggiori (quali ad esempio danni fisici e morali). Chi invece
avrà confidato nelle roboanti prospettazioni di risarcimenti
pressoché automatici di centinaia di migliaia di euro
scoprirà che per i sopravvissuti si tratta di somme non
facilmente raggiungibili e comunque non ipotizzabili senza un adeguato
e robusto supporto probatorio.
Ma tant’è. Nel mare globale di internet gli squali
hanno cominciato a girare attorno al relitto della Costa Crociera e dei
suoi naufraghi sperando di azzannarne qualcuno. E purtroppo, in questo
mare, i naufraghi dovranno cavarsela da soli non essendoci una Guardia
costiera o una Protezione civile che possa intervenire a salvarli.
CRISTINA
DE MARZI.
[*] N.B: i contenuti della
presente
scritto sono aggiornati al 18
gennaio 2012.Non
si garantisce che alla data odierna la
normativa in vigore sia la stessa citata nello scritto. Alla data del
18 gennaio 2012 tutti gli indirizzi web e i link indicati puntavano a
pagine effettivamente in linea al momento in cui questo
scritto
è stato redatto; tuttavia è possibile che alla
data odierna alcuni tali indirizzi non siano più esistenti,
alcuni link non siano più funzionali, oppure che
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da quelle che erano in linea a tali indirizzo al momento in cui questo
scritto fu redatto.