Università degli studi di Udine
Corso di Informatica giuridica
Enzo Fogliani
Enzo
Fogliani – Elena
Bisogno Le origini
di Internet (aggiornamento:
16 aprile 2006) 1.
1960 – 1973: le origini. Sul
finire degli anni ’50 del secolo scorso, tra l’Urss
e gli Stati Uniti era
iniziata quella corsa agli armamenti
nucleari che, per lo stato di precario e terrificante equilibrio con cui segnò la storia
di quegli anni fu
detta “guerra fredda”. Allo
scopo di contrastare la crescita tecnologica dell’URSS,
culminata nel 1957 con
il lancio del satellite Sputnik, il
Dipartimento della Difesa USA aveva affidato
agli scienziati dell’ARPA (Advanced
Research Project Agency) la
ricerca
su progetti a tecnologia avanzata. Verso
il 1965 gli informatici dell’ARPA erano ormai certi che per
assicurare lo
sviluppo del lavoro dell’Agenzia che si svolgeva presso
diverse sedi dotate di
costosi computer,
era necessario
creare un sistema che consentisse
lo scambio dei dati tra i vari centri, garantendolo anche in caso di
danni alla
rete. Il
progetto, chiamato ARPANET, fu sviluppato utilizzando una tecnologia (packet switching) pensata per esigenze
militari: il principio di base era dunque la salvaguardia dello scambio
di
comunicazioni anche in caso di attacco nucleare a un nodo della rete di
comunicazione ed è rimasto immutato sino ad oggi. Il
messaggio in partenza
viene smembrato in tanti pacchetti che
percorrendo diverse rotte si riallineano e
ricompongono il messaggio
presso l’utente finale. In caso questo non avvenga, ovvero
uno dei pacchetti
vada perduto, un messaggio parte alla volta del mittente
perché l’invio si
ripeta evitando le rotte disabilitate. In questa modo
tutti i nodi della rete interagiscono
l’uno
con l’altro ricevendo ed inviando dati e garantendo il
passaggio anche in caso
di danni parziali alla rete. Sulla
spinta di queste esigenze di comunicazione, nell’ottobre del
1969 esordì il
primo collegamento telefonico da computer
a computer che collegò Nel
1972 i nodi della
rete erano già
diventati 37 e Ray
Tomlison aveva creato
il primo programma di posta elettronica che consentiva agli utenti di
ARPANET
di scambiarsi messaggi utilizzando il simbolo @ con il significato di
“presso”. L’anno
successivo il collegamento si estese oltre gli USA raggiungendo Gran
Bretagna e
Norvegia. 2.
1974 – 1984: addio Arpanet Tra
il 1973 e il 1974 fu compiuto un altro passo decisivo: i ricercatori
americani
Vint Cerf e Robert Kahn iniziano lo studio di un protocollo di
controllo
trasmissione (TCP)
che insieme al
successivo protocollo IP arriva a stabilire gli standard della
comunicazione
tra reti diverse. Il
primo gennaio 1983 tutti i computer connessi alla vecchia rete ARPANET
passano
insieme ad utilizzare il protocollo TCP/IP. Meno
decisivo ma indicativo dello sviluppo che ormai stava portando 3.
Il Personal Computer Quando
nel 1983 ARPANET venne abbandonata, gli utenti collegati erano meno di
mille:
un numero che oggi ci sembra irrisorio, ma che è destinato a
crescere negli
anni successivi con tassi esponenziali: solo sette anni dopo infatti il
numero
degli utenti è di 313.000. Questo salto è
generato dal diffondersi del personal
computer che, al di là delle previsioni degli stessi esperti
di marketing
informatico, grazie ai linguaggi sviluppati da
Microsoft MS-DOS e Windows, comincia a diffondersi
negli uffici, nelle
università, nella vita di tutti i giorni, diventando per
migliaia di persone
uno strumento di lavoro e di studio insostituibile. 4.
Word Wide Web L’impulso
finale allo sviluppo della rete, un po’ come era successo
alle sue origini
viene dato dalle esigenze di confronto e scambio dei dati
all’interno di una
comunità scientifica. A
inizi anni Proprio
per risolvere questi
problemi il
programmatore Tim
Berners–Lee creò un
programma di appunti Enquire con due tipi di collegamento uno interno
allo
stesso file ed uno esterno che consentiva il passaggio da un file
all’altro in
modo unidirezionale. Enquire
consentiva attraverso un
archivio
(Database) in cui i file erano archiviati per titolo e tipo di
spostarsi
all’interno dello stesso file o da un file
all’altro servendosi di un
navigatore (browser) battezzato World Wide Web limitato però
alla sola
visualizzazione testuale. Il WEB non fu il solo browser sviluppato in
quel
periodo: presso l’Università del Minnesota gli
studenti avevano sviluppato
Gopher un
protocollo di trasmissione che
consentiva di effettuare ricerche nel Gopher Space. Ma il tentativo di
far
pagare agli utenti l’uso di questa nuova tecnologia
scatenò le critiche ed
infine affossò lo sviluppo di Gopher. Nel
caso del WEB invece, dopo una iniziale incertezza, nel 1993 con la
motivazione
di voler in tal modo incentivare lo
sviluppo della comunicazione e della ricerca il CERN
annunciò di voler lasciare
di pubblico dominio il protocollo ed il codice del WEB. 5.
L’Ipertesto Nel
1990 sempre Tim Berners–Lee elabora i nuovi strumenti della
navigazione
ipertestuale: l’editor ipertestuale (HTML Hyper Text Markup
Language), il
protocollo convenzionale che consente lo scambio tra i terminali (HTTP
Hypertext Transfer Protocol), il primo server Web che conserva le
pagine WEB e
consente la loro lettura da altro terminale ed infine il protocollo di
trasmissione di ogni tipo di file FTP File Transfer Protocol. Diventa
quindi cruciale lo sviluppo di un browser ipertestuale, il primo
è Mosaic, oggi
chiamato NETSCAPE, ma anche Microsoft dal 94 e contemporaneamente a
Netscape
offre al mercato un proprio strumento di navigazione creando MSN
(Microsoft
Net). Microsoft
fa però un ulteriore passo che non andrà esente
da conseguenze, anche sul piano
politico e legale, perché
integra
all’interno del pacchetto operativo Windows il sistema
Explorer legando quindi
la navigazione in rete all’uso del proprio sistema operativo.
Al contrario NETSCAPE ha scelto di rivelare il codice
sorgente del sistema di navigazione NAVIGATOR con lo scopo di offrire a
chiunque sul WEB la possibilità di personalizzare e
migliorare questo sistema
di navigazione. |

