Provvedimenti AIFA (Determinazioni)
pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 19 aprile e 21 aprile 2007.

Modificato il regime di fornitura di
cabergolina (con indicazione antiparkinson, Cabaser)
pergolide (Nopar, Pergolide generico)
la prescrizione di questi medicinali deve essere effettuata su diagnosi e piano terapeutico dello specialista in neurologia o neuropsichiatria o geriatria o psichiatria; sulla base dello stesso piano terapeutico, che ha validità massima di sei mesi, possono essere effettuate prescrizioni (non ripetibili) anche dal medico curante (al momento della dispensazione il farmacista non è tenuto nè ad allegare copia del piano terapeutico nè ad effettuare alcuna verifica relativa allo stesso).

ketorolac (per uso sistemico, Lixidol e Toradol)

rimane assoggettato alla ricetta non ripetibile senza nessun'altra limitazione, ma per tenerne sotto controllo i possibili gravi effetti collaterali gastrointestinali viene inserito nell'elenco dei medicinali sottoposti a monitoraggio intensivo (nonostante che siano già trascorsi più di cinque anni dalla commercializzazione).

cefaclor (Panacef ed equivalenti)
vengono modificati gli stampati in relazione a possibili reazioni  avverse gravi di tipo allergico

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
DETERMINAZIONE 12 aprile 2007 (GU 21-4-07)

Modifica della modalita' di prescrizione e dispensazione di
specialita' medicinali contenenti pergolide.
 IL DIRIGENTE
dell'Ufficio di farmacovigilanza
Visti gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300;
Visto l'art. 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che istituisce
l'Agenzia italiana del farmaco;
Visto il decreto del Ministro della salute di concerto con i
Ministri della funzione pubblica e dell'economia e finanze in data
20 settembre 2004, n. 245 recante norme sull'organizzazione ed il
funzionamento dell'Agenzia italiana del farmaco, a norma del comma 13
dell'art. 48 sopra citato;
Visto il regolamento di organizzazione, di amministrazione,
dell'ordinamento del personale dell'AIFA pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 145 del 29 giugno 2005;
Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219;
Visto il decreto legislativo 15 luglio 2002, n. 145;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visto il parere della sottocommissione di farmacovigilanza reso
nelle sedute del 12 febbraio 2007 e del 2 aprile;
Visto il parere della Commissione tecnico-scientifica dell'AIFA
reso nelle sedute del 13/14 febbraio 2007 e del 3/4 aprile;
Determina:
Art. 1.
1. La prescrizione delle specialita' medicinali a base di
pergolide, anche autorizzate con procedura di mutuo riconoscimento,
deve essere effettuata su diagnosi e piano terapeutico dello
specialista in neurologia o neuropsichiatria o geriatria o
psichiatria. Sulla base del predetto piano terapeutico con validita'
massima di sei mesi, possono essere effettuate prescrizioni anche dal
medico curante.
2. L'etichetta esterna delle confezioni delle suddette specialita'
dovra' recare la dicitura: «Da vendersi dietro presentazione di
ricetta medica utilizzabile una sola volta. La prescrizione e'
riservata esclusivamente su diagnosi e piano terapeutico dello
specialista in neurologia o neuropsichiatria o geriatria o
psichiatria. Sulla base del predetto piano terapeutico, della durata
di validita' massima di mesi 6, possono essere effettuate
prescrizioni anche dal medico curante.
 Art. 2.
Le modifiche di cui al comma 1 - che costituiscono parte del
decreto di autorizzazione rilasciato per ciascuna specialita'
medicinale - dovranno essere apportate immediatamente per il
riassunto delle caratteristiche del prodotto e per l'etichetta
esterna a partire dal primo lotto prodotto successivamente alla
entrata in vigore della presente determinazione.
Roma, 12 aprile 2007
Il dirigente: Venegoni


AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
DETERMINAZIONE 12 aprile 2007 (GU 19-4-07)
Modifica degli stampati e della modalita' di prescrizione e
dispensazione di specialita' medicinali contenenti cabergolina.
 IL DIRIGENTE
dell'Ufficio di farmacovigilanza
Visti gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300;
Visto l'art. 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che istituisce
l'Agenzia italiana del farmaco;
Visto il decreto del Ministro della salute di concerto con i
Ministri della funzione pubblica e dell'economia e finanze in data
20 settembre 2004, n. 245, recante norme sull'organizzazione ed il
funzionamento dell'Agenzia italiana del farmaco, a norma del comma 13
dell'art. 48 sopra citato;
Visto il regolamento di organizzazione, di amministrazione,
dell'ordinamento del personale dell'AIFA pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 145 del 29 giugno 2005;
Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219;
Visto il decreto legislativo 15 luglio 2002, n. 145;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visto il parere del Pharmacovigilance Working Party del luglio 2006
e del gennaio 2007 riguardante la sicurezza cardiaca dei medicinali
per uso umano contenenti il principio attivo cabergolina;
Visto il parere della sottocommissione di farmacovigilanza reso
nelle sedute del 12 febbraio e del 2 aprile 2007;
Visto il parere della Commissione tecnico scientifica dell'AIFA
reso nelle sedute del 13/14 febbraio e del 3/4 aprile 2007;
Determina:
Art. 1.
1. E' fatto obbligo a tutte le aziende titolari di autorizzazione
all'immissione in commercio di specialita' medicinali, autorizzate
con procedura nazionale, e contenenti il principio attivo cabergolina
con indicazione nella malattia di Parkinson, di integrare gli
stampati secondo quanto indicato nell'allegato I che costituisce
parte della presente determina.
2. Le modifiche di cui all'allegato I, che costituisce parte
integrante di ciascun decreto di autorizzazione per le specialita'
medicinali di cui al comma 1, dovranno essere apportate nel riassunto
delle caratteristiche del prodotto e nel foglio illustrativo entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente determina per le
specialita' medicinali contenenti cabergolina.
3. Trascorso inutilmente il termine di cui al comma 2, non potranno
piu' essere dispensate al pubblico confezioni di specialita'
medicinali contenenti il principio attivo cabergolina indicate nella
malattia di Parkinson, che non rechino le modifiche di cui alla
presente determina. Pertanto, entro la scadenza del termine indicato
dal comma 2, tali confezioni andranno ritirate dal commercio.
4. Gli stampati delle specialita' medicinali contenenti il
principio attivo cabergolina con indicazione nella malattia di
Parkinson, autorizzate con procedura nazionale successivamente alla
data di entrata in vigore della presente determina, dovranno
riportare quanto indicato nell'allegato I della presente determina.
5. La prescrizione delle specialita' medicinali a base di
cabergolina, indicate nella malattia di Parkinson e autorizzate anche
con procedura di mutuo riconoscimento, deve essere effettuata su
diagnosi e piano terapeutico dello specialista in neurologia,
neuropsichiatria, geriatria o psichiatria. Sulla base del predetto
piano terapeutico, della durata massima di sei mesi, possono essere
effettuate prescrizioni anche dal medico curante.
6. L'etichetta esterna delle confezioni delle suddette specialita'
dovra' recare la dicitura: «Da vendersi dietro presentazione di
ricetta medica utilizzabile una sola volta. La prescrizione e'
riservata esclusivamente su diagnosi e piano terapeutico dello
specialista in neurologia, neuropsichiatria, geriatria o psichiatria.
Sulla base del predetto piano terapeutico, della durata di validita'
massima di mesi sei, possono essere effettuate prescrizioni anche dal
medico curante».
 Art. 2.
La presente determina sostituisce la determinazione relativa alla
modifica degli stampati di specialita' medicinali contenenti
cabergolina del 28 febbraio pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 53
del 5 marzo 2007.
La presente determina entra in vigore il 16 aprile 2007.
Roma, 12 aprile 2007
Il dirigente: Venegoni
 Allegato I

4.1 Indicazioni terapeutiche.
Quando si ritiene opportuno il trattamento dei segni e sintomi
della malattia di Parkinson con un farmaco agonista dopaminergico, la
cabergolina e' indicata come terapia di seconda linea in pazienti
intolleranti ai farmaci non derivati dall'ergotamina o che non
abbiano risposto a tale terapia, sia in monoterapia che in
associazione alla levodopa in combinazione con un inibitore
periferico della decarbossilasi.
Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un
medico specialista in neurologia o neuropsichiatria o geriatria o
psichiatria. Il beneficio derivante da un trattamento continuato deve
essere controllato periodicamente tenendo conto del rischio di
reazioni fibrotiche e di valvulopatia (vedere sezioni 4.3, 4.4 e
4.8).
4.3 Controindicazioni.
Ipersensibilita' alla cabergolina, agli alcaloidi dell'ergot o a
uno qualsiasi degli eccipienti.
Storia di fibrosi polmonare, pericardica o retroperitoneale.
Evidenza anatomica di valvulopatia cardiaca a qualunque livello
valvolare (per esempio un ecocardiogramma che mostri ispessimento dei
lembi valvolari, restringimento della valvola, restringimento/stenosi
valvolare combinati).
4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego.
Fibrosi e valvulopatia cardiaca.
Dopo uso prolungato di derivati ergotaminici, inclusa la
cabergolina, si sono verificati disturbi fibrotici e infiammatori a
carico delle sierose, quali pleurite, versamento pleurico, fibrosi
pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico,
valvulopatia cardiaca con interessamento di una o piu' valvole
(aortica, mitrale e tricuspide) o fibrosi retroperitoneale. In alcuni
casi, i sintomi o le manifestazioni della valvulopatia cardiaca sono
migliorati dopo interruzione del trattamento con cabergolina. La
velocita' di eritrosedimentazione (VES) e' aumentata in modo anomalo
in associazione a versamento pleurico/fibrosi. Si raccomanda di
effettuare un esame radiografico del torace in caso di un aumento
anomalo e inspiegato della VES.
Un'analisi dei livelli sierici di creatina puo' rivelarsi utile
nella diagnosi di fibrosi.
La patologia valvolare e' stata associata ad un dosaggio
eccessivo.
Prima di iniziare il trattamento:
Prima di iniziare il trattamento si raccomanda che tutti i
pazienti effettuino una valutazione cardiovascolare, comprendente un
ecocardiogramma, per stabilire la potenziale presenza di una
patologia valvolare silente.
Prima di iniziare la terapia puo' rivelarsi utile effettuare
un'analisi della velocita' di eritrosedimentazione (VES) o altri
marker infiammatori, un test della funzionalita' polmonare/esame
radiografico del torace e test della funzionalita' renale. Se viene
diagnosticata una fibrosi valvolare, il paziente non deve essere
trattato con cabergolina (vedere sezione 4.3).
Durante il trattamento:
Le patologie fibrotiche possono avere un esordio insidioso e i
pazienti devono essere costantemente monitorati per evitare il
rischio di possibili manifestazioni di fibrosi progressive. Durante
il trattamento si raccomanda pertanto di prestare attenzione a segni
e sintomi di:
disturbi pleuropolmonari, quali dispnea, respiro corto, tosse
persistente o dolore al petto.
insufficienza renale o ostruzione vascolare dell'uretere o
dell'addome che comporti dolore ai fianchi/lombalgia e edema agli
arti inferiori, cosi' come l'eventuale presenza di massa o
dolorabilita' addominale che possa indicare fibrosi retroperitoneale.
insufficienza cardiaca, perche' casi di fibrosi pericardica
si sono spesso manifestati con insufficienza cardiaca; le pericarditi
da costrizione dovrebbero essere escluse se compaiono tali sintomi;
insufficienza cardiaca, perche' casi di fibrosi valvolare si
sono spesso manifestati con insufficienza cardiaca; la fibrosi
valvolare dovrebbe essere esclusa se compaiono tali sintomi.
Si raccomanda di effettuare un appropriato monitoraggio clinico e
diagnostico per lo sviluppo della malattia valvolare o di fibrosi. Un
primo ecocardiogramma deve essere effettuato entro 3-6 mesi
dall'inizio della terapia, dopodiche' la frequenza del monitoraggio
ecocardiografico deve essere determinata da una appropriata
valutazione clinica individuale, ponendo particolare attenzione ai
segni e sintomi sopramenzionati, ma sempre con una frequenza minima
di 6-12 mesi.
Il trattamento con cabergolina deve essere interrotto nel caso un
ecocardiogramma riveli un nuovo riflusso valvolare o un aggravamento
di un riflusso gia' esistente, un restringimento valvolare o un
ispessimento dei lembi valvolari (vedere sezione 4.3). La necessita'
di ulteriori controlli clinici (ad es. esame obiettivo, attenta
auscultazione cardiaca, radiografia, ecocardiogramma, TAC) deve
essere determinata su base individuale.
4.8 Effetti indesiderati.
Sono stati segnalati casi di fibrosi e di patologie infiammatorie
a carico delle sierose come pleurite, versamento pleurico, fibrosi
pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico,
valvulopatia cardiaca e fibrosi retroperitoneale nei pazienti in
trattamento con cabergolina (vedere sezione avvertenze speciali e
precauzioni di impiego). L'incidenza della valvulopatia nei pazienti
in trattamento con cabergolina non e' nota; comunque, sulla base di
studi recenti sulla prevalenza del riflusso valvolare (l'indice
ecocardiografico piu' sensibile per la valvulopatia restrittiva), la
prevalenza del riflusso (virtualmente tutti casi asintomatici)
potenzialmente attribuibile alla cabergolina puo' essere dell'ordine
del 20% o anche maggiore. Sono disponibili informazioni limitate
riguardo alla reversibilita' di queste reazioni.

 
AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
DETERMINAZIONE 13 aprile 2007 (GU 19-4-07)

Modifica del regime di fornitura dei medicinali contenenti il
principio attivo ketorolac.

IL DIRIGENTE dell'Ufficio di farmacovigilanza
Visti gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300;
Visto l'art. 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che istituisce
l'Agenzia italiana del farmaco;
Visto il decreto del Ministro della salute di concerto con i
Ministri della funzione pubblica e dell'economia e finanze
20 settembre 2004, n. 245, recante norme sull'organizzazione ed il
funzionamento dell'Agenzia italiana del farmaco, a norma del comma 13
dell'art. 48 sopra citato;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Vista la legge 15 luglio 2002, n. 145;
Visto il decreto del Ministro della salute 30 aprile 2004 di nomina
del dott. Nello Martini in qualita' di direttore generale
dell'Agenzia italiana del farmaco registrato in data 17 giugno 2004
al n. 1154 del Registro visti semplici dell'Ufficio centrale di
bilancio presso il Ministero della salute;
Vista la determinazione del 16 settembre 2004 concernente lo
svolgimento delle funzioni dell'Agenzia italiana del farmaco, che e'
assicurato dagli uffici di livello dirigenziale non generale;
Visto il regolamento di organizzazione, di amministrazione e
dell'ordinamento del personale dell'Agenzia italiana del farmaco
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 149
del 29 giugno 2005;
Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219;
Visto il parere formulato dal Pharmacovigilance Working Party
dell'EMEA (Agenzia europea dei Medicinali) a maggio 2006 relativo
alla modifica degli stampati delle specialita' medicinali contenenti
ketoprofene, ketorolac e piroxicam, in formulazione sistemica;
Visto il parere della Commissione consultiva tecnico-scientifica
nella seduta del 13 dicembre 2006;
Vista la determinazione del 23 febbraio 2007 pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 56 dell'8 marzo 2007;
Visto il parere della Sottocommissione di farmacovigilanza nella
seduta del 2 aprile 2007;
Visto il parere della Commissione consultiva tecnico-scientifica
nella seduta del 3 aprile 2007;
Ritenuto ai fini di tutela della salute pubblica di dover
provvedere a modificare il regime di fornitura dei medicinali
contenenti ketorolac;
Determina:
Art. 1.
1) I medicinali contenenti il principio attivo ketorolac ai fini
della classificazione del regime di fornitura sono soggetti a
prescrizione medica da rinnovare volta per volta nel rispetto
dell'art. 89 decreto legislativo n. 219/2006.
2) I medicinali di cui al comma 1 devono recare sull'imballaggio
esterno o, in mancanza dello stesso, sul confezionamento primario la
frase «Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica
utilizzabile una sola volta».
 Art. 2.
I medicinali contenenti il principio attivo ketorolac sono inseriti
nell'elenco dei farmaci sottoposti a monitoraggio intensivo delle
sospette reazioni avverse di cui al decreto del 21 novembre 2003
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° dicembre 2003 e successivi
aggiornamenti.
 Art. 3.
La determina del 23 febbraio 2007 pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 56 dell'8 marzo 2007 e concernente la modifica del
regime di fornitura dei medicinali contenenti ketorolac e' annullata
e sostituita dalla presente.
La presente determina ha effetto dal giorno successivo alla sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 13 aprile 2007
Il dirigente: Venegoni

IL DIRIGENTE dell'Ufficio
di farmacovigilanza
Visti gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300;
Visto l'art. 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che istituisce
l'Agenzia italiana del farmaco;
Visto il decreto del Ministro della salute di concerto con i
Ministri della funzione pubblica e dell'economia e finanze in data
20 settembre 2004, n. 245, recante norme sull'organizzazione ed il
funzionamento dell'Agenzia italiana del farmaco, a norma del comma 13
dell'art. 48 sopra citato;
Visto il regolamento di organizzazione, di amministrazione,
dell'ordinamento del personale dell'AIFA pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 145 del 29 giugno 2005;
Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visto il decreto legislativo 15 luglio 2002, n. 145;
Visto il parere formulato dal Pharmacovigilance Working Party
dell'EMEA (Agenzia europea dei medicinali) a maggio 2006 relativo
alla modifica degli stampati dei medicinali contenenti ketorolac
nelle formulazioni ad uso sistemico;
Visto i pareri della Sottocommissione di farmacovigilanza resi
rispettivamente in data 6 novembre 2006 e 2 aprile 2007;
Visti i pareri della Commissione tecnico--scientifica dell'AIFA del
13 dicembre 2006 e del 4 aprile 2007;
Vista la propria determinazione 23 febbraio 2007 pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 56 dell'8 marzo 2007, concernente la modifica
degli stampati dei medicinali contenenti ketorolac nelle formulazioni
a uso sistemico;
Ritenuto ai fini di tutela della salute pubblica di dover
provvedere a modificare gli stampati dei medicinali contenenti
ketorolac nelle formulazioni ad uso sistemico;
Determina:
Art. 1.
1. E' fatto obbligo a tutte le aziende titolari di autorizzazione
all'immissione in commercio di medicinali, autorizzati con procedura
di autorizzazione di tipo nazionale, contenenti ketorolac, nelle
formulazioni ad uso sistemico, di integrare gli stampati secondo
quanto indicato nell'allegato I che costituisce parte della presente
determina.
2. Le modifiche di cui al comma 1, che costituiscono parte del
decreto di autorizzazione rilasciato per ciascun medicinale, dovranno
essere apportate immediatamente per il riassunto delle
caratteristiche del prodotto e entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente determina per il foglio illustrativo. Entro il
suddetto termine le confezioni non modificate dovranno essere
ritirate dal commercio.
3. Gli stampati dei medicinali contenenti ketorolac, nelle
formulazioni ad uso sistemico, autorizzati con procedura nazionale,
successivamente alla data di entrata in vigore della presente
determina, dovranno riportare anche quanto indicato nell'allegato I
della presente determina.
La presente determina, che sostituisce la precedente del
23 febbraio 2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 56
dell'8 marzo 2007, concernente la modifica degli stampati dei
medicinali contenenti ketorolac nelle formulazioni a uso sistemico,
entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 13 aprile 2007
Il dirigente: Venegoni


AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO DETERMINAZIONE 13 aprile 2007
Modifica degli stampati dei medicinali contenenti ketorolac nelle
formulazioni ad uso sistemico.

Allegato 1
Elementi chiave da implementare nel riassunto delle
caratteristiche del prodotto per la prescrizione dei FANS: sicurezza
cardiovascolare e gastrointestinale con avvertenze rinforzate per
Ketorolac.
Sicurezza gastrointestinale dei FANS
Sezione 4.3 Controindicazioni.
Ketorolac: ulcera peptica attiva, o precedenti anamnestici di
emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione relativa a
precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica
ricorrente (due o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o
emorragia).
Sezione 4.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso.
L'uso concomitante di «nome di fantasia» con altri FANS, inclusi
gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi-2, deve essere evitato.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso
della dose minima efficace per la durata di trattamento piu' breve
possibile che occorre per controllare i sintomi.
Anziani: i pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di
reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni
gastrointestinali, che possono essere fatali.
Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante
il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza
sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi
gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale,
ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali.
Ketorolac: evidenze epidemiologiche suggeriscono che ketorolac
puo' essere associato a un elevato rischio di tossicita'
gastrointestinale, rispetto ad altri FANS, soprattutto quando usato
al di fuori delle indicazioni autorizzate e/o per prolungati periodi
(vedi anche sezione 4.1, 4.2 e 4.3).
Sicurezza cardiovascolare dei FANS
Sezione 4.3 Controindicazioni.
Ketorolac: Severa insufficienza cardiaca.

AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO 
DETERMINAZIONE 13 aprile 2007 (GU  21-4-07)
Modifica  degli  stampati  delle specialita' medicinali contenenti il
principio attivo cefaclor/cefaclor monoidrato.
 IL DIRIGENTE
dell'Ufficio di farmacovigilanza
Visti gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300;
Visto l'art. 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che istituisce
l'Agenzia italiana del farmaco;
Visto il decreto del Ministro della salute di concerto con i
Ministri della funzione pubblica e dell'economia e finanze in data
20 settembre 2004, n. 245 recante norme sull'organizzazione ed il
funzionamento dell'Agenzia italiana del farmaco, a norma del comma 13
dell'art. 48 sopra citato;
Visto il regolamento di organizzazione, di amministrazione,
dell'ordinamento del personale dell'AIFA pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 145 del 29 giugno 2005;
Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visto il decreto legislativo 15 luglio 2002, n. 145;
Visto il parere della Sottocommissione di Farmacovigilanza
dell'AIFA reso nella seduta del 12 marzo 2007;
Visto il parere della Commissione tecnico-scientifica dell'AIFA
reso nella seduta del 13-14 marzo 2007;
Ritenuto a tutela della salute pubblica dover provvedere a
modificare gli stampati delle specialita' medicinali contenenti il
principio attivo cefaclor/cefaclor monoidrato;
Determina:
Art. 1.
1. E' fatto obbligo alle aziende titolari di autorizzazione
all'immissione in commercio delle specialita' medicinali contenenti
il principio attivo cefaclor/cefaclor monoidrato autorizzate con
procedura nazionale, di integrare le informazioni del prodotto,
riassunto delle caratteristiche del prodotto e foglio illustrativo,
secondo quanto indicato nell'allegato I e II che costituiscono parte
integrante della presente determinazione.
2. Le modifiche di cui al comma 1 - che costituiscono parte del
decreto di autorizzazione rilasciato per le specialita' medicinali
contenenti cefaclor/cefaclor monoidrato - dovranno essere apportate
immediatamente per il riassunto delle caratteristiche del prodotto e
per il foglio illustrativo entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente determinazione.
3. Trascorso il termine di cui al comma 2 non potranno piu' essere
dispensate al pubblico confezioni che non rechino le modifiche
indicate dalla presente determinazione. Pertanto, entro la scadenza
del termine indicato dal comma 2, tali confezioni andranno ritirate
dal commercio.
La presente determinazione entra in vigore il giorno successivo
alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 13 aprile 2007
Il dirigente: Venegoni


 Allegato 1
MODIFICHE DA APPORTARE AL RIASSUNTO
DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO
4.4. Speciali avvertenze e precauzioni d'uso.
Prima di istituire la terapia con il Cefaclor, deve essere
attentamente valutato il rapporto beneficio/rischio per il singolo
paziente, in particolare si raccomanda di effettuare una attenta
anamnesi familiare ed individuale relativamente alla comparsa di
reazioni da ipersensibilita' a questo o ad altri medicinali.
Si deve attentamente valutare se il paziente e' risultato
precedentemente ipersensibile alle cefalosporine ed alle penicilline.
I derivati della cefalosporina C dovrebbero essere somministrati con
prudenza ai pazienti penicillino-sensibili. Vi sono prove di una
parziale allergenicita' crociata tra le penicilline e le
cefalosporine.
Pertanto devono essere adottate precauzioni utili a prevenire
reazioni indesiderate.
Vi sono stati pazienti che hanno avuto gravi reazioni (compresa
l'anafilassi) in seguito alla somministrazione di penicilline o
cefalosporine, reazioni IgE mediate che si manifestano solitamente a
livello cutaneo, gastroenterico, respiratorio e cardiocircolatorio.
I sintomi possono essere: ipotensione grave ed improvvisa,
accelerazione e rallentamento del battito cardiaco, stanchezza o
debolezza insolite, ansia, agitazione, vertigine, perdita di
coscienza, difficolta' della respirazione o della deglutizione,
prurito generalizzato specialmente alle piante dei piedi e alle palme
delle mani, orticaria con o senza angioedema (aree cutanee gonfie e
pruriginose localizzate piu' frequentemente alle estremita', ai
genitali esterni e al viso, soprattutto nella regione degli occhi e
delle labbra), arrossamento della cute specialmente intorno alle
orecchie, cianosi, sudorazione abbondante, nausea, vomito, dolori
addominali crampiformi, diarrea.
4.8. Effetti indesiderati.
Le reazioni avverse considerate correlabili al trattamento con
cefaclor vengono qui riportate.
Ipersensibilita': Si sono osservate reazioni di ipersensibilita'
nell'1,5% dei pazienti, comprese le eruzioni morbilliformi (1 su
100). Prurito, orticaria e test di Coombs positivo si osservano in
meno di 1 paziente su 200 trattati.
Sono state riportate reazioni generalizzate tipo «malattie da
siero-simili» con l'uso del cefaclor. Queste sono caratterizzate
dalla presenza di eritema multiforme, rash ed altre manifestazioni a
carico della cute, accompagnate da artriti/artralgie, con o senza
febbre, e si differenziano dalla classica malattia da siero in quanto
la linfoadenopatia e la proteinuria sono raramente presenti, mancano
complessi immuni circolanti e non c'e' evidenza a tutt'oggi di
sequele della reazione.
Tali reazioni sono state riportate con maggior frequenza nei
bambini che negli adulti, con un'incidenza di 1 su 200 (0,5%) in un
lavoro clinico, di 2 su 8.346 (0,024%) in altri lavori clinici (con
una incidenza nei bambini pari allo 0,055%) ed infine di 1 su 38.000
(0,003%) nell'ambito di eventi spontanei.
I segni ed i sintomi si manifestano pochi giorni dopo l'inizio
della terapia e cessano pochi giorni dopo la sua conclusione.
Solo occasionalmente queste reazioni hanno causato
ospedalizzazione, che generalmente e' stata di breve durata (in media
da 2 a 3 giorni, secondo gli studi di «Post-Marketing Surveillance»).
Nei pazienti che erano stati ricoverati, la sintomatologia al
momento del ricovero si era dimostrata da leggera a severa e comunque
piu' grave nel bambino. Gli antistaminici ed i cortisonici
favoriscono la remissione dei segni e dei sintomi.
Non sono state riportate sequele gravi.
Reazioni di ipersensibilita' piu' severe, comprese la sindrome di
Stevens-Johnson, la necrolisi tossica epidermica e l'anafilassi sono
state raramente osservate. Sono stati segnalati molto raramente casi
ad esito fatale; l'insorgenza e l'evuluzione di una reazione
anafilattica grave possono essere molto rapide pertanto occorre
adottare tutte le precauzioni utili a prevenire tali reazioni (vedi
punto 4.4). L'anafilassi puo' essere osservata piu' facilmente in
pazienti allergici alle penicilline.
Effetti gastroenterici: si evidenziano in circa il 2,5% dei
pazienti, compresa la diarrea (1 su 70 trattati). La colite
pseudomembranosa puo' essere osservata durante e dopo il trattamento
antibiotico. Raramente si osservano nausea e vomito. Con alcune
penicilline ed altre cefalosporine raramente si evidenziano epatite
transitoria ed ittero colestatico.
Altri: angioedema, eosinofilia (1 su 50 trattati), prurito ai
genitali, moniliasi vaginale e vaginite (meno di 1 su 100) e,
raramente, trombocitopenia e nefrite interstiziale reversibile.
Sono stati segnalati casi di anemia emolitica in seguito a
trattamento con cefalosporine.
Eventi per i quali la correlabilita' non e' certa:
Sistema nervoso centrale: raramente vengono riportate
iperattivita' reversibile, irrequietezza, insonnia, confusione
mentale, ipertonia, allucinazioni, senso di instabilita' e
barcollamento, sonnolenza.
Alterazioni transitorie dei valori ematochimici sono state
riportate. Anche se di eziologia incerta, queste vengono riportate di
seguito come ulteriori informazioni per il clinico.
Alterazioni della funzione epatica: sono stati riferiti lievi
aumenti dei valori delle SGOT e SGPT, o della fosfatasi alcalina (1
su 40).
Alterazioni ematologiche: cosi' come per altri antibiotici
beta-lattamici, sono stati riportati linfocitosi transitoria,
leucopenia e, raramente, anemia emolitica, anemia aplastica,
agranulocitosi e neutropenia reversibile di possibile
significativita' clinica. Ci sono state rare segnalazioni di aumento
del tempo di protrombina con o senza sanguinamento clinico in
pazienti che ricevevano contemporaneamente cefaclor e Warfarin
sodico.
Alterazioni renali: sono stati riportati lievi aumenti
dell'azotemia o della creatininemia (meno di 1 su 500) o alterazioni
dell'analisi delle urine (meno di 1 su 200).

 Allegato 2
MODIFICHE DA APPORTARE AL FOGLIO ILLUSTRATIVO
Foglio illustrativo.
Precauzioni per l'uso: vi sono stati pazienti che hanno avuto
gravi reazioni (compresa l'anafilassi) in seguito alla
somministrazione di penicilline o cefalosporine incluso Cefaclor,
reazioni IgE mediate che si manifestano solitamente a livello
cutaneo, gastroenterico, respiratorio e cardiocircolatorio.
I sintomi possono essere: ipotensione grave ed improvvisa,
accelerazione e rallentamento del battito cardiaco, stanchezza o
debolezza insolite, ansia, agitazione, vertigine, perdita di
coscienza, difficolta' della respirazione o della deglutizione,
prurito generalizzato specialmente alle piante dei piedi e alle palme
delle mani, orticaria con o senza angioedema (aree cutanee gonfie e
pruriginose localizzate piu' frequentemente alle estremita', ai
genitali esterni e al viso, soprattutto nella regione degli occhi e
delle labbra), arrossamento della cute specialmente intorno alle
orecchie, cianosi, sudorazione abbondante, nausea, vomito, dolori
addominali crampiformi, diarrea.

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