Comunicato stampa congiunto Fofi, Federfarma e Assofarm
8 novembre 2007
Dal tavolo tecnico, istituito dal
Ministro della salute, le proposte per migliorare ulteriormente il
servizio offerto dalle farmacie
A breve potrebbero essere aperte in Italia circa 2.000-2.200 nuove
farmacie, che porterebbero il numero complessivo delle farmacie in
Italia a circa 20.000 (quasi il 20% in più rispetto a oggi). Con
le nuove aperture le farmacie risponderebbero ancora meglio alle
esigenze della popolazione non solo nelle grandi città e nei
piccoli centri, ma anche in luoghi dove si registrano notevoli flussi
di popolazione, come i grandi centri commerciali, gli aeroporti, le
stazioni ferroviarie, gli snodi autostradali.
Tale risultato sarà possibile se il Governo accoglierà le
proposte formulate dal tavolo tecnico, istituito presso il Ministero
della salute, su preciso incarico del Ministro Livia Turco, al quale
hanno partecipato, oltre a F.O.F.I., FEDERFARMA, ASSOFARM e tecnici del
Ministero della salute, anche rappresentanti delle Regioni e del
Ministero dello sviluppo economico.
Le proposte condivise sono le seguenti:
Le conclusioni del tavolo tecnico sono
state illustrate e consegnate al Ministro della salute Livia Turco che
ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto,
nell’interesse della collettività.
Per
Giacomo Leopardi, presidente F.O.F.I.,
“Le farmacie costituiscono oggi una rete di presidi sanitari,
presenti in modo capillare sul territorio, in grado di dare alla
collettività le massime garanzie di sicurezza,
affidabilità, accessibilità, capacità di risolvere
i problemi dei cittadini. Con le proposte elaborate dal tavolo, le
farmacie confermano la propria disponibilità e capacità
di adeguare il proprio servizio alle esigenze della popolazione, mutate
nel tempo. Al contrario, la deregolamentazione selvaggia comporterebbe
lo smantellamento del sistema con effetti negativi per i
cittadini.”
Secondo
Giorgio Siri, presidente FEDERFARMA,
“I titolari di farmacia ritengono indispensabile che il sistema
si autoriformi per rispondere ai bisogni reali della popolazione. Il
Ministro della salute ha apprezzato le proposte del tavolo e noi lo
ringraziamo per l’impegno a difesa del servizio sanitario
pubblico. Tuttavia, qualcuno all’interno del Governo sembra avere
un’idea diversa e volere una deregolamentazione selvaggia. Questo
vorrebbe dire fare carta straccia della convenzione farmaceutica,
cioè dell’accordo che consente ai cittadini di ritirare i
farmaci del SSN gratuitamente in farmacia. Se il Governo non
mostrerà di voler procedere sulla via tracciata dal tavolo
tecnico, saremo costretti nostro malgrado a prendere atto della
decisione unilaterale dello Stato di disdire la convenzione
farmaceutica. Di conseguenza, da lunedì 19 novembre, i cittadini
dovrebbero pagare le medicine di tasca propria.”
Per
Venanzio Gizzi, presidente ASSOFARM,
“l’articolo 2 del disegno di legge Bersani-ter (la
cosiddetta terza lenzuolata), nel prevedere la possibilità di
vendere nei supermercati e nelle parafarmacie anche i medicinali con
ricetta medica, se approvato, determinerebbe uno stravolgimento del
sistema. Le farmacie non sarebbero certamente in grado di garantire
servizi aggiuntivi, ma forse non sarebbe loro più possibile
garantire le prestazioni attuali (pronta disponibilità di tutti
i farmaci, prenotazione di visite ed esami, consegna a domicilio,
ecc.).”
Agenzie di stampa dell'8-11-07
AGI Sanità:
FARMACISTI: RISPOSTE DA GOVERNO O DAL 19 STOP A FARMACI GRATIS
(AGI) - Roma -Se il Governo non modifichera' la norma contenuta nel Ddl
Bersani-Ter che prevede la vendita di farmaci di fascia C con ricetta
medica anche fuori dalle farmacie, i farmacisti sono pronti a serrare i
ranghi e a uscire di fatto dal servizio sanitario nazionale, rendendo
automaticamente a pagamento tutti i medicinali attualmente
convenzionati. E' quanto hanno annunciato i presidenti di Fofi, Giacomo
Leopardi, Federfarm, Giorgio Siri e Assofarm, Venanzio Gizzi. La
possibilita' di vendere nei supermercati e nella parafarmacie anche
alcuni medicinali con ricetta medica, tra cui alcuni sonniferi, le
pillole anticoncezionali, il Viagra, secondo Gizzi "determinerebbe uno
stravolgimento del sistema". E per Siri "qualcuno all'interno del
Governo sembra volere una deregolamentazione del budget. Questo
vorrebbe dire fare carta straccia della convenzione farmaceutica, cioe'
dell'accordo che consente ai cittadini di ritirare i farmaci del Ssn
gratuitamente in farmacia". I farmacisti hanno presentato alcune
proposte scaturite dal tavolo tecnico istituito dal Ministero della
Salute, che prevedono tra le altre cose l'apertura di oltre duemila
nuove farmacie, che porterebbe il numero complessivo a ventimila in
tutta Italia. "Se il Governo non mostrera' di voler procedere sulla via
tracciata dal tavolo tecnico - ha detto Siri - saremo costretti nostro
malgrado a prendere atto della decisione unilaterale dello Stato di
disdire la convenzione farmaceutica. Terremo un'assemblea il 15
novembre e senza risposte del Governo dal 19 tutti i farmaci si
pagheranno".
ANSA:
LIBERALIZZAZIONI: FARMACI A PAGAMENTO CONTRO BERSANI TER
PROTESTA FARMACISTI DAL 19: CITTADINI PAGHERANNO, POI RIBORSI ASL
ROMA, 8 NOV - Dal prossimo 19 novembre i cittadini, se non arrivera'
un impegno del governo per la eliminazione di una norma del Bersani
Ter, potrebbero trovarsi nella condizione di pagare di tasca propria
tutti i farmaci, compresi quelli della fascia A. Un emendamento,
passato alla Camera e ora fermo al Senato, all'interno della ''terza
lenzuolata'' sulle liberalizzazioni, ha fatto scattare la protesta dei
farmacisti. Non accettano che anche i medicinali con ricetta della
fascia C (quelli a pagamento dei cittadini), vengano venduti nei corner
della grande distribuzione. Il mercato di questa fetta di farmaci
ammonta a circa tre miliardi di euro e fra questi prodotti ci sono
anche i sonniferi, gli psicofarmaci, la pillola del giorno dopo e gli
anticoncezionali. Prodotti che si aggiungono a quelli di
automedicazione.Il ministro della Salute Livia Turco si era diverse
volte pronunciata a favore dell'eliminazione di questo emendamento e i
farmacisti confidano in una sua intercessione. Contro il provvedimento
che farmacisti hanno trovato una posizione di grande compattezza: in
una conferenza stampa congiunta si e' presentato il vertice di
Federfarma, (l'associazione che rappresenta quasi 17mila farmacie
private), l'Assofarm, (la rappresentanza delle farmacie comunali), e la
Fofi, (l'ordine dei farmacisti). L'azione decisa riguarda solo le
farmacie private ma comporta di fatto l'uscita dalla convenzione con il
Servizio Sanitario Nazionale, scaduta da nove anni. Un meccanismo di
assistenza indiretta ha un precedente in Campania, dove la protesta era
stata pero' indetta per ragioni economiche. Preoccupate le associazioni
di consumatori che tuonano contro questa iniziativa che penalizza i
cittadini. Alcuni malati infatti si troveranno in gravi difficolta'
economiche ad anticipare cifre anche importanti a causa dell'assistenza
indiretta. Adiconsum, Cittadinanzattiva, Movimento Consumatori,
Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori invitano
i Ministri Turco e Bersani e il Parlamento ''a respingere questo
aut-aut inaccettabile''. Le Associazioni dei consumatori ricordano
quando denunciato da molti anni, e cioe' che sono le farmacie a essere
diventate dei veri e propri bazar, ''in cui accanto ai farmaci si
vendono prodotti cosmetici e di bellezza, spesso con ingannevoli
promesse di riduzione di peso e cellulite, giocattoli e calzature,
ecc''. Contro anche l'associazione dei Liberi Farmacisti che spinge per
una liberalizzazione che lasci spazio oltre i limiti rigidi del numero
dei titolari previsti per legge. I farmacisti, da parte loro,
propongono al Governo un piano per aumentare la concorrenza nel
settore: un aumento di 2.200 nuove farmacie (20% in piu' rispetto ad
oggi), orari piu' lunghi di apertura e nuovi criteri per la nascita di
nuovi esercizi in piccole realta' disagiate.
Lettera aperta ai farmacisti del Ministro della Salute
Il Ministro della Salute Livia Turco
ha inviato una lettera aperta ai farmacisti in vista della loro
imminente agitazione. Il danno per i cittadini, sostiene il Ministro,
impedisce di mantenere ogni forma di dialogo.
"Cari farmacisti, questa volta non sono con voi.
Capisco il vostro
dissenso dinanzi all'ipotesi di consentire la vendita di farmaci
soggetti a prescrizione medica al di fuori della farmacia ma ritengo
inaccettabile, oltre che sbagliata, la forma di protesta che avete
annunciato.
Far pagare al cittadino le medicine erogate dal Ssn per
rappresaglia contro un emendamento, non presentato dal Governo, e
ancora all'esame del Parlamento, ha tutte le caratteristiche di una
mera rivolta di stampo corporativo, non condivisibile tanto più
se proveniente da professionisti impegnati nella tutela della salute
dei cittadini.
La convenzione con il Ssn, che voi oggi annunciate di
voler unilateralmente ritenere nulla, fa delle vostre farmacie dei veri
e propri presidi sanitari tenuti a garantire un servizio pubblico in
nome e per conto del Ssn. La minaccia di interrompere tale servizio
perché non si condivide un'ipotesi di legge ancora in
discussione, lo ripeto, è inaccettabile e sono certa non
sarà mai compresa dai cittadini.
Abbiamo lavorato insieme in
questi mesi per disegnare la farmacia del futuro, ancor più
integrata nel sistema sanitario nazionale, con più servizi e
più opportunità di assistenza per la popolazione. Se
penso a quella farmacia e a quei farmacisti non riesco a ritrovarvi i
toni e le reazioni irresponsabili che avete minacciato di assumere, tra
l'altro proprio nel momento in cui stiamo lavorando al fine di
correggere quell'emendamento che, io per prima, ho sempre ritenuto
profondamente errato.
Per queste ragioni vi invito a riconsiderare
quanto annunciato ieri. Il ritiro della minaccia di sospendere
l'erogazione gratuita dei farmaci a carico del Ssn, che se attuata si
tradurrebbe in una vera e propria serrata, è per me condizione
indispensabile per riprendere il dialogo e il confronto e per
continuare ad operare, in sintonia con il Ministro Bersani, per
soluzioni che garantiscano e valorizzino il ruolo e le prerogative
delle farmacie italiane nell'ambito del sistema di promozione e tutela
della salute".
FarFog