Decreto "CresciItalia" (e "ammazza-farmacie").

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 marzo, e quindi in vigore dal giorno successivo (domenica) il decreto sulla concorrenza e competitività, che all'articolo 11 (il solo che qui si riporta) contiene i provvedimenti che, mettendo a dura prova l'istituto della farmacia, determineranno un sicuro decadimento del sistema di tutela della salute del cittadino, come previsto dal complesso di normative che sono state vigenti fino ad ora.
La concorrenza e la competività infatti si addicono ad attività commerciali ma non ad una professione la quale, pur contemperando anche aspetti commerciali, ha una sua ultima e specifica finalità nel servizio e nella tutela della salute (che esercita per conto dello Stato).
Appare oltremodo sorprendente che il concetto di un complesso sistema regolatorio delle farmacie (numero di farmacie e pianta organica, sistema di orari, turni e ferie, e un insieme di  forti responsabilità personali in capo al titolare), questo sistema della farmacia volto a tutelare l'efficienza e la capillarità dell'assistenza farmaceutica, sia stato prima enunciato e difeso nelle sedi più elevate di competenza culturale e giuridica (dalla Corte Costituzionale in Italia alla Avvocatura di Stato in Europa), e poi svilito e vilipeso da una certa politica, fino ai recenti provvedimenti legislativi che ne minano la sopravvivenza. E' evidente che la finalità ultima è l'ingresso del capitale per l'accaparramento di un mercato che "promette bene". La piccola farmacia nella quale ci si prende cura dei "vecchietti" del quartiere o del paese, è destinata a scomparire. E quando la professione legata specificamente alla dispensazione del farmaco (da molto tempo ormai  non più difesa da nessuno) non garantisce più a chi la esercita una remunerazione dignitosa, come potrà allora il farmacista mantenere la sua autonomia ed indipendenza professionale? Una professione che non consiste, si badi bene, nel vendere medicine, ma piuttosto nel rifiutarne la vendita quando la richiesta non è appropriata o legittima (ricetta medica e stato di salute del cittadino).
A tutto questo si aggiunge, con sorpresa di molti, un provvedimento discriminatorio che non ha riscontro in nessun'altra professione: l'imposizione di lasciare la direzione della propria farmacia al compimento dell'età pensionabile (...se pensate all'età dei Ministri del Governo, del Presidente della Repubblica e del Papa .....).
Farfog

Il testo coordinato del provvedimento.
Note e riferimenti normativi.
Il parere del Ministero della Salute.
L'articolo di Vittorio Feltri su "Il Giornale" del 26 marzo.

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1
Testo del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, coordinato con la legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27, recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita'.». 
(GU SO del 24-3-2012)
Avvertenza al testo coordinato pubblicato sulla GU SO del 24-03-2012.
Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura sia delle
disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate
dalla legge di conversione. Restano invariati il valore e l'efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Avvertenza alla ripubblicazione con note sulla GU SO del 3-04-2012:

Si procede alla ripubblicazione del testo del decreto-legge
citato in epigrafe corredato delle relative note, ai sensi dell'art.
8, comma 3, del regolamento di esecuzione del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217.
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai sensi
dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente
della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate
o alle quali e' operato il rinvio.
Resta invariato il valore e l'efficacia dell'atto legislativo qui
trascritto.

...omissis...
Capo III
SERVIZI PROFESSIONALI

Art. 11

Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica,
accesso alla titolarita' delle farmacie, modifica alla disciplina
della somministrazione dei farmaci e altre disposizioni
in materia sanitaria.

1. Al fine di favorire l'accesso alla titolarita' delle farmacie
da parte di un piu' ampio numero di aspiranti, aventi i requisiti di
legge, nonche' di favorire le procedure per l'apertura di nuove sedi
farmaceutiche garantendo al contempo una piu' capillare presenza sul
territorio del servizio farmaceutico, alla legge 2 aprile 1968, n.
475 (*), e successive modificazioni, sono apportare le seguenti
modificazioni:
a) all'articolo 1, il secondo e il terzo comma sono sostituiti
dai seguenti:
«Il numero delle autorizzazioni e' stabilito in modo che vi sia
una farmacia ogni 3.300 abitanti.
La popolazione eccedente, rispetto al parametro di cui al
secondo comma, consente l'apertura di una ulteriore farmacia, qualora
sia superiore al 50 per cento del parametro stesso»;
b) dopo l'articolo 1 e' inserito il seguente:
«Art. 1-bis. - 1. In aggiunta alle sedi farmaceutiche spettanti in
base al criterio di cui all'articolo 1 ed entro il limite del 5 per
cento delle sedi, comprese le nuove, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, sentita l'azienda sanitaria locale
competente per territorio, possono istituire una farmacia:
a) nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili a traffico
internazionale, nelle stazioni marittime e nelle aree di servizio
autostradali ad alta intensita' di traffico, dotate di servizi
alberghieri o di ristorazione, purche' non sia gia' aperta una
farmacia a una distanza inferiore a 400 metri;
b) nei centri commerciali e nelle grandi strutture con superficie
di vendita superiore a 10.000 metri quadrati, purche' non sia gia'
aperta una farmacia, a una distanza inferiore a 1.500 metri»
c) l'articolo 2 e' sostituito dal seguente:
«Art. 2. - 1. Ogni comune deve avere un numero di farmacie in
rapporto a quanto disposto dall'articolo 1. Al fine di assicurare una
maggiore accessibilita' al servizio farmaceutico, il comune, sentiti
l'azienda sanitaria e l'Ordine provinciale dei farmacisti competente
per territorio, identifica le zone nelle quali collocare le nuove
farmacie, al fine di assicurare un'equa distribuzione sul territorio,
tenendo altresi' conto dell'esigenza di garantire l'accessibilita'
del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree
scarsamente abitate.
2. Il numero di farmacie spettanti a ciascun comune e' sottoposto a
revisione entro il mese di dicembre di ogni anno pari, in base alle
rilevazioni della popolazione residente nel comune, pubblicate
dall'Istituto nazionale di statistica».
2. Ciascun comune, sulla base dei dati ISTAT sulla popolazione
residente al 31 dicembre 2010 e dei parametri di cui al comma 1,
individua le nuove sedi farmaceutiche disponibili nel proprio
territorio e invia i dati alla regione entro e non oltre trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
provvedono ad assicurare, entro dodici mesi dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, la
conclusione del concorso straordinario e l'assegnazione delle sedi
farmaceutiche disponibili di cui al comma 2 e di quelle vacanti. In
deroga a quanto previsto dall'articolo 9 della legge 2 aprile 1968,
n. 475, sulle sedi farmaceutiche istituite in attuazione del comma 1
o comunque vacanti non puo' essere esercitato il diritto di
prelazione da parte del comune. Entro sessanta giorni dall'invio dei
dati di cui al comma 2, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano bandiscono il concorso straordinario per soli titoli per
la copertura delle sedi farmaceutiche di nuova istituzione e per
quelle vacanti, fatte salve quelle per la cui assegnazione, alla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
la procedura concorsuale sia stata gia' espletata o siano state gia'
fissate le date delle prove. Al concorso straordinario possono
partecipare i farmacisti, cittadini di uno Stato membro dell'Unione
europea, iscritti all'albo professionale: a) non titolari di
farmacia, in qualunque condizione professionale si trovino; b)
titolari di farmacia rurale sussidiata; c) titolari di farmacia
soprannumeraria; d) titolari di esercizio di cui all'articolo 5,
comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (*), convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. Non possono
partecipare al concorso straordinario i farmacisti titolari, compresi
i soci di societa' titolari, di farmacia diversa da quelle di cui
alle lettere b) e c).
4. Ai fini dell'assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche messe a
concorso ciascuna regione e le province autonome di Trento e di
Bolzano istituiscono, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione
del relativo bando di concorso, una commissione esaminatrice
regionale o provinciale per le province autonome di Trento e di
Bolzano. Al concorso straordinario si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni vigenti sui concorsi per la copertura
delle sedi farmaceutiche di nuova istituzione o vacanti, nonche' le
disposizioni del presente articolo.
5. Ciascun candidato puo' partecipare al concorso per
l'assegnazione di farmacia in non piu' di due regioni o province
autonome, e non deve aver compiuto i 65 anni di eta' alla data di
scadenza del termine per la partecipazione al concorso prevista dal
bando. Ai fini della valutazione dell'esercizio professionale nel
concorso straordinario per il conferimento di nuove sedi
farmaceutiche di cui al comma 3, in deroga al regolamento di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 marzo 1994, n.
298: a) l'attivita' svolta dal farmacista titolare di farmacia rurale
sussidiata, dal farmacista titolare di farmacia soprannumeraria e dal
farmacista titolare di esercizio di cui all'articolo 5, comma 1, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e' equiparata, ivi comprese le
maggiorazioni; b) l'attivita' svolta da farmacisti collaboratori di
farmacia e da farmacisti collaboratori negli esercizi di cui
all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e'
equiparata, ivi comprese le maggiorazioni.
6. In ciascuna regione e nelle province autonome di Trento e di
Bolzano, la commissione esaminatrice, sulla base della valutazione
dei titoli in possesso dei candidati, determina una graduatoria
unica. A parita' di punteggio, prevale il candidato piu' giovane. Le
regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano, approvata la
graduatoria, convocano i vincitori del concorso i quali entro
quindici giorni devono dichiarare se accettano o meno la sede, pena
la decadenza della stessa. Tale graduatoria, valida per due anni
dalla data della sua pubblicazione, deve essere utilizzata con il
criterio dello scorrimento per la copertura delle sedi farmaceutiche
eventualmente resesi vacanti a seguito delle scelte effettuate dai
vincitori di concorso.
7. Ai concorsi per il conferimento di sedi farmaceutiche gli
interessati, di eta' non superiore ai 40 anni, in possesso dei
requisiti di legge possono concorrere per la gestione associata,
sommando i titoli posseduti. In tale caso, ai soli fini della
preferenza a parita' di punteggio, si considera la media dell'eta'
dei candidati che concorrono per la gestione associata. Ove i
candidati che concorrono per la gestione associata risultino
vincitori, la titolarita' della farmacia assegnata e' condizionata al
mantenimento della gestione associata da parte degli stessi
vincitori, su base paritaria, per un periodo di dieci anni, fatta
salva la premorienza o sopravvenuta incapacita'.
8. I turni e gli orari di farmacia stabiliti dalle autorita'
competenti in base alle vigente normativa non impediscono l'apertura
della farmacia in orari diversi da quelli obbligatori. Le farmacie
possono praticare sconti sui prezzi di tutti i tipi di farmaci e
prodotti venduti pagati direttamente dai clienti, dandone adeguata
informazione alla clientela.
9. Qualora il comune non provveda a comunicare alla regione o alla
provincia autonoma di Trento e di Bolzano l'individuazione delle
nuove sedi disponibili entro il termine di cui al comma 2 del
presente articolo, la regione provvede con proprio atto a tale
individuazione entro i successivi sessanta giorni. Nel caso in cui le
regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano non provvedano
nel senso indicato ovvero non provvedano a bandire il concorso
straordinario e a concluderlo entro i termini di cui al comma 3, il
Consiglio dei ministri esercita i poteri sostitutivi di cui
all'articolo 120 della Costituzione con la nomina di un apposito
commissario che provvede in sostituzione dell'amministrazione
inadempiente anche espletando le procedure concorsuali ai sensi del
presente articolo.
10. Fino al 2022, tutte le farmacie istituite ai sensi del comma 1,
lettera b), sono offerte in prelazione ai comuni in cui le stesse
hanno sede. I comuni non possono cedere la titolarita' o la gestione
delle farmacie per le quali hanno esercitato il diritto di prelazione
ai sensi del presente comma. In caso di rinuncia alla titolarita' di
una di dette farmacie da parte del comune, la sede farmaceutica e'
dichiarata vacante.
11. Al comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362
(*), e successive modificazioni, le parole: «due anni dall'acquisto
medesimo » sono sostituite dalle seguenti: «sei mesi dalla
presentazione della dichiarazione di successione ».
12. Il medico, nel prescrivere un farmaco, e' tenuto, sulla base
della sua specifica competenza professionale, ad informare il
paziente dell'eventuale presenza in commercio di medicinali aventi
uguale composizione in principi attivi, nonche' forma farmaceutica,
via di somministrazione, modalita' di rilascio e dosaggio unitario
uguali. Il farmacista, qualora sulla ricetta non risulti apposta dal
medico l'indicazione della non sostituibilita' del farmaco
prescritto, dopo aver informato il cliente e salvo diversa richiesta
di quest'ultimo, e' tenuto a fornire il medicinale prescritto quando
nessun medicinale fra quelli indicati nel primo periodo del presente
comma abbia prezzo piu' basso ovvero, in caso di esistenza in
commercio di medicinali a minor prezzo rispetto a quello del
medicinale prescritto, a fornire il medicinale avente prezzo piu'
basso. All'articolo 11, comma 9, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78 (*), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, nel secondo periodo, dopo le parole: «e' possibile» sono
inserite le seguenti: «solo su espressa richiesta dell'assistito e».
Al fine di razionalizzare il sistema distributivo del farmaco,
anche a tutela della persona, nonche' al fine di rendere maggiormente
efficiente la spesa farmaceutica pubblica, l'AIFA, con propria
delibera da adottare entro il 31 dicembre 2012 e pubblicizzare
adeguatamente anche sul sito istituzionale del Ministero della
salute, revisiona le attuali modalita' di confezionamento dei farmaci
a dispensazione territoriale per identificare confezioni ottimali,
anche di tipo monodose, in funzione delle patologie da trattare.
Conseguentemente, il medico nella propria prescrizione tiene conto
delle diverse tipologie di confezione.
13. Al comma 1 dell'articolo 32 del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n.201(*), convertito,con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, le parole: «che ricadono nel territorio di comuni aventi
popolazione superiore a 12.500 abitanti e, comunque, al di fuori
delle aree rurali come individuate dai piani sanitari regionali,»
sono soppresse.
14. Il comma 1 dell'articolo 70 del decreto legislativo 6 aprile
2006, n. 193 (*), e' sostituito dal seguente:
«1. La vendita al dettaglio dei medicinali veterinari e' effettuata
soltanto dal farmacista in farmacia e negli esercizi commerciali di
cui all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,
ancorche' dietro presentazione di ricetta medica, se prevista come
obbligatoria. La vendita nei predetti esercizi commerciali e' esclusa
per i medicinali richiamati dall'articolo 45 del testo unico di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e
successive modificazioni».
15. Gli esercizi commerciali di cui all'articolo 5, comma 1, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, in possesso dei requisiti vigenti,
sono autorizzati, sulla base dei requisiti prescritti dal decreto del
Ministro della salute previsto dall'articolo 32, comma 1, del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201 (*),convertito,con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ad allestire preparazioni
galeniche officinali che non prevedono la presentazione di ricetta
medica, anche in multipli, in base a quanto previsto nella farmacopea
ufficiale italiana o nella farmacopea europea.
16. In sede di rinnovo dell'accordo collettivo nazionale con le
organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative,
ai sensi dell'articolo 4, comma 9, della legge 30 dicembre 1991, n.
412 (*), e successive modificazioni, e' stabilita, in relazione al
fatturato della farmacia a carico del Servizio sanitario nazionale,
nonche' ai nuovi servizi che la farmacia assicura ai sensi del
decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, la dotazione minima di
personale di cui la farmacia deve disporre ai fini del mantenimento
della convenzione con il Servizio sanitario nazionale.
17. La direzione della farmacia privata, ai sensi dell'articolo 7
della legge 8 novembre 1991, n. 362(*), e dell'articolo 11 della legge 2
aprile 1968, n. 475(*), puo' essere mantenuta fino al raggiungimento del
requisito di eta' pensionabile da parte del farmacista iscritto
all'albo professionale.

...omissis...


Riferimenti normativi
Si riporta il testo degli articoli 1 e 2 della legge 2
aprile 1968, n. 475 (Norme concernenti il servizio
farmaceutico) come modificato dalla presente legge:
1. L'autorizzazione ad aprire ed esercitare una
farmacia e' rilasciata con provvedimento definitivo
dall'autorita' competente per territorio.
Il numero delle autorizzazioni e' stabilito in modo che
vi sia una farmacia ogni 3.300 abitanti.
La popolazione eccedente, rispetto al parametro di cui
al secondo comma, consente l'apertura di una ulteriore
farmacia, qualora sia superiore al 50 per cento del
parametro stesso.
Chi intende trasferire una farmacia in un altro locale
nell'ambito della sede per la quale fu concessa
l'autorizzazione deve farne domanda all'autorita' sanitaria
competente per territorio. Tale locale, indicato
nell'ambito della stessa sede ricompresa nel territorio
comunale, deve essere situato ad una distanza dagli altri
esercizi non inferiore a 200 metri. La distanza e' misurata
per la via pedonale piu' breve tra soglia e soglia delle
famacie.
La domanda di cui al quarto comma deve essere
pubblicata per quindici giorni consecutivi nell'albo
dell'unita' sanitaria locale ed in quello del comune ove ha
sede la farmacia.
Il provvedimento di trasferimento indica il nuovo
locale in cui sara' ubicato l'esercizio farmaceutico.
Ogni nuovo esercizio di farmacia deve essere situato ad
una distanza dagli altri non inferiore a 200 metri e
comunque in modo da soddisfare le esigenze degli abitanti
della zona.
La distanza e' misurata per la via pedonale piu' breve
tra soglia e soglia delle farmacie
Art. 1-bis. - 1. In aggiunta alle sedi farmaceutiche
spettanti in base al criterio di cui all'articolo 1 ed
entro il limite del 5 per cento delle sedi, comprese le
nuove, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, sentita l'azienda sanitaria locale competente per
territorio, possono istituire una farmacia:
a) nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili a
traffico internazionale, nelle stazioni
marittime e nelle aree di servizio autostradali ad alta
intensita' di traffico, dotate di servizi alberghieri o di
ristorazione, purche' non sia gia' aperta una farmacia a
una distanza inferiore a 400 metri;
«Art. 2. - 1. Ogni comune deve avere un numero di
farmacie in rapporto a quanto disposto
dall'articolo 1. Al fine di assicurare una maggiore
accessibilita' al servizio farmaceutico, il comune, sentiti
l'azienda sanitaria e l'Ordine provinciale dei farmacisti
competente per territorio, identifica le zone nelle quali
collocare le nuove farmacie, al fine di assicurare un'equa
distribuzione sul territorio, tenendo altresi' conto
dell'esigenza di garantire l'accessibilita' del servizio
farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree
scarsamente abitate.
2. Il numero di farmacie spettanti a ciascun comune e'
sottoposto a revisione entro il mese di dicembre di ogni
anno pari, in base alle rilevazioni della popolazione
residente nel comune, pubblicate dall'Istituto nazionale di
statistica».
Si riporta il testo dell'articolo 9 della citata legge
n. 475 del 1968:
"Art. 9. La titolarita' delle farmacie che si rendono
vacanti e di quelle di nuova istituzione a seguito della
revisione della pianta organica puo' essere assunta per la
meta' dal comune. Le farmacie di cui sono titolari i comuni
possono essere gestite, ai sensi della legge 8 giugno 1990,
n. 142, nelle seguenti forme:
a) in economia;
b) a mezzo di azienda speciale;
c) a mezzo di consorzi tra comuni per la gestione delle
farmacie di cui sono unici titolari;
d) a mezzo di societa' di capitali costituite tra il
comune e i farmacisti che, al momento della costituzione
della societa', prestino servizio presso farmacie di cui il
comune abbia la titolarita'. All'atto della costituzione
della societa' cessa di diritto il rapporto di lavoro
dipendente tra il comune e gli anzidetti farmacisti.
Nel caso che la sede della farmacia resasi vacante o di
nuova istituzione accolga uno o piu' ospedali civili, il
diritto alla prelazione per l'assunzione della gestione
spetta rispettivamente all'amministrazione dell'unico
ospedale o di quello avente il maggior numero di
posti-letto.
Quando la farmacia vacante o di nuova istituzione sia
unica, la prelazione prevista ai commi precedenti si
esercita alternativamente al concorso previsto al
precedente articolo 3, tenendo presenti le prelazioni
previste nei due commi precedenti per determinare l'inizio
dell'alternanza.
Quando il numero delle farmacie vacanti e di nuova
istituzione risulti dispari la preferenza spetta, per
l'unita' eccedente, al comune.
Sono escluse dalla prelazione e sono messe a concorso
le farmacie il cui precedente titolare abbia il figlio o,
in difetto di figli, il coniuge farmacista purche' iscritti
all'albo.
Nei casi di prelazione previsti dal presente articolo
restano salvi gli obblighi contemplati dall'art. 110 del
testo unico delle leggi sanitarie approvato con R.D. 27
luglio 1934, n. 1265.".
Si riporta il testo dell'articolo 5, comma 1, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248
(Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale,
per il contenimento e la razionalizzazione della spesa
pubblica, nonche' interventi in materia di entrate e di
contrasto all'evasione fiscale):
"Art. 5. Interventi urgenti nel campo della
distribuzione di farmaci.
1. Gli esercizi commerciali di cui all'articolo 4,
comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 114, possono effettuare attivita' di vendita
al pubblico dei farmaci da banco o di automedicazione, di
cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 18 settembre 2001,
n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16
novembre 2001, n. 405, e di tutti i farmaci o prodotti non
soggetti a prescrizione medica, previa comunicazione al
Ministero della salute e alla regione in cui ha sede
l'esercizio e secondo le modalita' previste dal presente
articolo. E' abrogata ogni norma incompatibile.".
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30
marzo 1994, n. 298 (Regolamento di attuazione dell'art. 4,
comma 9, della legge 8 novembre 1991, n. 362, concernente
norme di riordino del settore farmaceutico) e' pubblicato
nella Gazz. Uff. 19 maggio 1994, n. 115.
Si riporta il testo dell'articolo 7, comma 9, della
legge 8 novembre 1991, n. 362, e successive modificazioni (
Norme di riordino del settore farmaceutico) come modificato
dalla presente legge:
"Art. 7. Titolarita' e gestione della farmacia.
(Omissis).
9. A seguito di acquisto a titolo di successione di una
partecipazione in una societa' di cui al comma 1, qualora
vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del
comma 2, l'avente causa cede la quota di partecipazione nel
termine di sei mesi dalla presentazione della dichiarazione
di successione.".
Si riporta il testo dell'articolo 11, comma 9, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come
modificato dalla presente legge.
"Art. 11. Controllo della spesa sanitaria
(Omissis).
9. A decorrere dall'anno 2011, per l'erogazione a
carico del Servizio sanitario nazionale dei medicinali
equivalenti di cui all'articolo 7, comma 1, del
decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e
successive modificazioni, collocati in classe A ai fini
della rimborsabilita', l'AIFA, sulla base di una
ricognizione dei prezzi vigenti nei paesi dell'Unione
europea, fissa un prezzo massimo di rimborso per
confezione, a parita' di principio attivo, di dosaggio, di
forma farmaceutica, di modalita' di rilascio e di unita'
posologiche. La dispensazione, da parte dei farmacisti, di
medicinali aventi le medesime caratteristiche e prezzo di
vendita al pubblico piu' alto di quello di rimborso e'
possibile solo su espressa richiesta dell'assistito e
previa corresponsione da parte dell'assistito della
differenza tra il prezzo di vendita e quello di rimborso. I
prezzi massimi di rimborso sono stabiliti in misura idonea
a realizzare un risparmio di spesa non inferiore a 600
milioni di euro annui che restano nelle disponibilita'
regionali.".
Si riporta il testo dell'articolo 32, comma 1, del
citato decreto-legge n. 201 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 32. Farmacie
1. In materia di vendita dei farmaci, negli esercizi
commerciali di cui all'articolo 5, comma 1, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, in
possesso dei requisiti strutturali, tecnologici e
organizzativi fissati con decreto del Ministro della
salute, previa intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, adottato entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, possono, esperita la procedura di cui al
comma 1-bis, essere venduti senza ricetta medica anche i
medicinali di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c),
della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive
modificazioni, ad eccezione dei medicinali di cui all'
articolo 45 del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e
successive modificazioni, e di cui all' articolo 89 del
decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, nonche' dei
farmaci del sistema endocrino e di quelli somministrabili
per via parenterale. Con il medesimo decreto, sentita
l'Agenzia italiana del farmaco, sono definiti gli ambiti di
attivita' sui quali sono assicurate le funzioni di
farmacovigilanza da parte del Servizio sanitario
nazionale.".
Si riporta il testo dell'articolo 70, comma 1, del
decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 70. Condizioni per il rilascio
dell'autorizzazione all'esercizio dell'attivita' di vendita
diretta.
1. La vendita al dettaglio dei medicinali veterinari e'
effettuata soltanto dal farmacista in farmacia e negli
esercizi commerciali di cui all'articolo 5, comma 1, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ancorche'
dietro presentazione di ricetta medica, se prevista come
obbligatoria. La vendita nei predetti esercizi commerciali
e' esclusa per i medicinali richiamati dall'articolo 45 del
testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive
modificazioni.".
Si riporta il testo dell'articolo 4, comma 9, della
legge 30 dicembre 1991, n. 412, e successive modificazioni
(Disposizioni in materia di finanza pubblica):
"Art. 4. Assistenza sanitaria.
(Omissis).
9. E' istituita la struttura tecnica interregionale per
la disciplina dei rapporti con il personale convenzionato
con il Servizio sanitario nazionale. Tale struttura, che
rappresenta la delegazione di parte pubblica per il rinnovo
degli accordi riguardanti il personale sanitario a rapporto
convenzionale, e' costituita da rappresentanti regionali
nominati dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano. Della
predetta delegazione fanno parte, limitatamente alle
materie di rispettiva competenza, i rappresentanti dei
Ministeri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle
politiche sociali, e della salute, designati dai rispettivi
Ministri. Con accordo in sede di Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome
di Trento e di Bolzano, e' disciplinato il procedimento di
contrattazione collettiva relativo ai predetti accordi
tenendo conto di quanto previsto dagli articoli 40, 41, 42,
46, 47, 48 e 49 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165. A tale fine e' autorizzata la spesa annua nel limite
massimo di 2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2003.
Il decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153
(Individuazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie
nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, nonche'
disposizioni in materia di indennita' di residenza per i
titolari di farmacie rurali, a norma dell'articolo 11 della
legge 18 giugno 2009, n. 69) e' pubblicato nella Gazz. Uff.
4 novembre 2009, n. 257.
Si riporta il testo dell'articolo 7 della citata legge
n. 362 del 1991:
"Art. 7. Titolarita' e gestione della farmacia.
1. La titolarita' dell'esercizio della farmacia privata
e' riservata a persone fisiche, in conformita' alle
disposizioni vigenti, a societa' di persone ed a societa'
cooperative a responsabilita' limitata.
2. Le societa' di cui al comma 1 hanno come oggetto
esclusivo la gestione di una farmacia. Sono soci della
societa' farmacisti iscritti all'albo in possesso del
requisito dell'idoneita' previsto dall'articolo 12 della
legge 2 aprile 1968, n. 475 e successive modificazioni.
3. La direzione della farmacia gestita dalla societa'
e' affidata ad uno dei soci che ne e' responsabile.
4. Il direttore, qualora si verifichino a suo carico le
condizioni previste dal comma 2 dell'articolo 11 della
legge 2 aprile 1968, n. 475, come sostituito dall'articolo
11 della presente legge, e' sostituito temporaneamente da
un altro socio.
4-bis. Ciascuna delle societa' di cui al comma 1 puo'
essere titolare dell'esercizio di non piu' di quattro
farmacie ubicate nella provincia dove ha sede legale.
5.
6.
7.
8. Il trasferimento della titolarita' dell'esercizio di
farmacia privata e' consentito dopo che siano decorsi tre
anni dal rilascio dell'autorizzazione da parte
dell'autorita' competente, salvo quanto previsto ai commi 9
e 10.
9. A seguito di acquisto a titolo di successione di una
partecipazione in una societa' di cui al comma 1, qualora
vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del
comma 2, l'avente causa cede la quota di partecipazione nel
termine di sei mesi dall'acquisto medesimo.
10. Il termine di cui al comma 9 si applica anche alla
vendita della farmacia privata da parte degli aventi causa
ai sensi del dodicesimo comma dell'articolo 12 della legge
2 aprile 1968, n. 475.
11. Decorsi i termini di cui al comma 9, in mancanza di
soci o di aventi causa, la gestione della farmacia privata
viene assegnata secondo le procedure di cui all'articolo 4.
12. Qualora venga meno la pluralita' dei soci, il socio
superstite ha facolta' di associare nuovi soci nel rispetto
delle condizioni di cui al presente articolo, nel termine
perentorio di sei mesi.
13. Il primo comma dell'articolo 13 del regolamento
approvato con regio decreto 3 marzo 1927, n. 478 , come
sostituito dall'articolo 1 del decreto del Presidente della
Repubblica 23 ottobre 1963, n. 1730, si applica a tutte le
farmacie private anche se di esse sia titolare una
societa'.
14. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo
17 della legge 29 dicembre 1990, n. 408 , agli atti
soggetti ad imposta di registro delle societa' aventi come
oggetto l'esercizio di una farmacia privata, costituite
entro due anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, ed al relativo conferimento dell'azienda,
l'imposta si applica in misura fissa.".
Si riporta il testo dell'articolo 11 della citata legge
n. 475 del 1968:
"Art. 11. 1. Il titolare della farmacia ha la
responsabilita' del regolare esercizio e della gestione dei
beni patrimoniali della farmacia.
2. L'unita' sanitaria locale competente per territorio
autorizza, a seguito di motivata domanda del titolare della
farmacia, la sostituzione temporanea con altro farmacista
iscritto all'ordine dei farmacisti nella conduzione
professionale della farmacia:
a) per infermita';
b) per gravi motivi di famiglia;
c) per gravidanza, parto ed allattamento, nei termini e
con le condizioni di cui alle norme sulla tutela della
maternita';
d) a seguito di adozione di minori e di affidamento
familiare per i nove mesi successivi all'effettivo ingresso
del minore nella famiglia;
e) per servizio militare;
f) per chiamata a funzioni pubbliche elettive o per
incarichi sindacali elettivi a livello nazionale;
g) per ferie;
3. Nel caso previsto dalla lettera a) del comma 2
l'unita' sanitaria locale competente per territorio,
trascorsi tre mesi di malattia, ha facolta' di sottoporre
il farmacista a visita medica, a seguito della quale viene
fissata la data di riassunzione della gestione della
farmacia.
4. La durata complessiva della sostituzione per
infermita' non puo' superare un periodo continuativo di
cinque anni, ovvero di sei anni per un decennio.
5. Due periodi di sostituzione temporanea agli effetti
del periodo massimo previsto dal comma 4 non si sommano
quando tra essi intercorre un periodo di gestione personale
superiore ad un mese.
6. La durata della sostituzione per gravi motivi di
famiglia non puo' superare un periodo di tre mesi in un
anno.
7. E' in facolta' del titolare della farmacia conferire
al sostituto la conduzione economica.".