Articolo de Il Giornale del 30-11-07, pag. 46 Cronaca di Roma.
«Farmaci, la distribuzione diretta non conviene»
Uno studio della «Bocconi» esprime forti dubbi sulla possibilità di conseguire risparmi
•
«Uno studio della Bocconi esprime perplessità sulla effettiva
possibilità di conseguire risparmi attraverso la distribuzione diretta
dei farmaci». Lo dichiara in una nota il capogruppo regionale di Forza
Italia, Alfredo Pallone, che ha inviato una lettera al governatore
Marrazzo e all’assessore alla Sanità, Battaglia.
«Lo dimostra - ha
notato Pallone - un recente studio pubblicato dal Cergas
dell’Università Bocconi di Milano, dal quale si evince come i dati
relativi al bilancio sanità del Ministero della salute in relazione
agli anni 2001-2005 confermino un incremento delle voci di spesa
relative ai beni e ai servizi (+60,9%), nelle quali è computata la
spesa per l’acquisto di farmaci da parte delle ASL. Mentre, secondo la
rivista Farma7, attraverso le farmacie convenzionate si risparmia molto
di più ai fini del contenimento della spesa grazie allo sconto al Ssn:
nel primo trimestre 2007 - rileva la rivista - le farmacie hanno
garantito un risparmio di circa 150 milioni di euro, mentre lo sconto
dello 0.6% a carico dell’industria, finalizzato al recupero dello
sforamento dei tetti di spesa imposto alla spesa farmaceutica
ospedaliera, ha determinato un risparmio di circa 16 milioni di euro».
«Lo stesso incremento - spiega Pallone - coinvolge la Regione che,
nonostante le affermazioni dell’assessore Battaglia sulla diminuzione
della spesa farmaceutica, vede un progressivo aumento delle spese sulla
voce di beni e servizi, voce entro la quale è computata la
distribuzione diretta del farmaco». «Come già avvenuto per i farmaci ad
alto costo che la Regione distribuisce attraverso le Asl, anche per i
farmaci distribuiti “in nome e per conto” della Regione attraverso le
farmacie convenzionate è stato concordato dalla Regione un prezzo
d’acquisto scontato del 35% rispetto a quello di fustella al netto
dell’iva, che scende sotto il 33%. Se si considera che da tali
percentuali di sconto devono essere scorporati gli ulteriori margini a
favore dei grossisti e delle altre categorie coinvolto nella filiera
del farmaco, si evince come il risparmio finale per le Asl si riduca a
uno sconto del 10%. Una testimonianza della scarsa convenienza delle
misure di distribuzione diretta è rappresentato dall’erogazione
dell’antitrombotico Ivor fiale ...».
«Questo dimostra che sotto il
profilo economico - osserva Pallone - il risparmio è teorico, in quanto
la gestione delle misure di distribuzione diretta comporta un aggravio
dei costi relativi ai personale deputato al controllo ditale attività e
dei relativi beni o servizi. E’, infatti. l’Asl RmC a sopportare i
maggiori oneri relativi alla gestione amministrativa delle misure di
distribuzione diretta, come confermato dall’esponenziale incremento
nell’esercizio in corso delle voci di bilancio aziendali relative ai
beni e servizi». «E’ indispensabile - ha concluso Pallone - rivedere la
politica del farmaco. I dati sui risparmi di spesa sul versante
dell’assistenza farmaceutica dimostrano poca attendibilità perché non
computano i costi relativi alle misure di distribuzione diretta».