Roma, 17 febbraio 2010, Direzione Centrale Normativa
    OGGETTO: Consulenza Giuridica
    Certificazione delle Spese Sanitarie

    Risoluzione n.10/E
    PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

StampaEstratto per i clienti della farmacia

    Vengono confermate con la Risoluzione n.10/E del 17-2-2010 dell'Agenzia delle Entrate (attivare il link per il testo completo) le indicazioni operative già da tempo fornite: per la detrazione delle spese sanitarie, il requisito indispensabile e sufficienteper certificare la spesa relativa alla spesa dei medicinali è lo scontrino fiscale ( oppure ovviamente la fattura) che riporti la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l'indicazione del codice fiscale del destinatario (cosidetto scontrino parlante).
    Nella Risoluzione in questione viene specificato che gli scontrini parlanti sono validi anche se non riportano la dicitura “farmaco” o “medicinale” ma indichino
comunque la natura del prodotto attraverso sigle, abbreviazioni o terminologie chiaramente riferibili ai farmaci. In particolare e per esempio sono riconosciute idonee sigle ed abbreviazioni quali "med." e "f.co" al posto di medicinale e farmaco, e sigle quali OTC e SOP che individuano specifiche categorie di farmaci senza obbligo di prescrizione. Per quanto riguarda i prodotti omeopatici, essendo loro riconosciuta la natura di medicinale, si considera soddisfatta l'indicazione della natura del bene mediante la dicitura "omeopatico" (in alternativa a quelle di farmaco o medicinale).
    In effetti, in relazione alla disposizione del Garante della Privacy per la quale sullo scontrino parlante deve essere riportato il solo codice di autorizzazione al commercio dei medicinali (o altro codice univoco rilevato dal codice a barre sulla confezione, in caso di prodotti diversi), è sempre in ogni caso possibile verificare ed individuare il bene a cui si riferisce la cessione.
    Per quanto riguarda la dicitura "ticket", essa soddisfa l’indicazione della natura del prodotto acquistato, potendo essere riferita soltanto a medicinali erogati dal servizio sanitario.
    Viene inoltre specificato che per le preparazioni galeniche (preparazioni magistrali estemporanee o preparazioni galeniche officinali), ferma restando l'indicazione della natura del prodotto venduto quale "farmaco" o "medicinale", l'indicazione della qualità può essere soddisfatta mediante la dicitura "preparazione galenica" oaltra analoga.
    Infine, la risoluzione chierisce definitivamente che non è più in nessun caso richiesta come documentazione la ricetta medica: a seguito dell’introduzione dei nuovi, e più stringenti, obblighi concernenti la certificazione delle spese sostenute per l’acquisto di medicinali, non è più necessario conservare la prescrizione medica poiché la natura e la qualità del prodotto acquistato si evincono dalle indicazioni riportate nei documenti di spesa rilasciati dalle farmacie. Ne consegue che, anche per i ticket, il contribuente non è più obbligato a conservare la fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base.
Farfog
Un estratto della Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate, da stampare per i clienti della farmacia.