Ministero della Salute
Elementi di informazione ed indicazioni di comportamento
per evitare il rischio di Influenza aviaria, 
dopo i casi di ritrovamento di volatili positivi al virus H5N1 in Italia.

Informazioni ed indicazioni di comportamento
Risposte alle domande più frequenti
Opuscolo del Ministero (pdf a colori)


Il rischio è attualmente confinato ai volatili selvatici. L’infezione è stata sinora segnalata solo in alcuni volatili acquatici selvatici (cigni). Obiettivo delle azioni dei Servizi Veterinari (SV)è quella di evitare che l’infezione passi dall’ambiente selvatico a quello domestico.
Infatti, fintanto che l’infezione rimane confinata all’ambiente selvatico, la possibilità di diffusione alle specie domestiche e, quindi, i rischi per l’uomo risultano assenti. Nel mondo non sono segnalati casi di malattia umana derivanti dal contatto con uccelli selvatici.

Il pollame domestico non rappresenta attualmente alcun rischio. Nella attuale situazione i volatili domestici sono indenni dalla malattia.
Per evitare possibili contagi esiste un sistema di sorveglianza che prevede i seguenti livelli di intervento nelle diverse fasi di produzione:

Per gli allevamenti a carattere rurale sono state definite delle procedure di intervento per gli allevatori che hanno l’obbligo di attuarle e comunque di richiedere l’aiuto delle Autorità sanitarie competenti (Veterinari ASL ed Istituti Zooprofilattici Sperimentali.

Il consumo di uova e carni avicole cotte non comporta alcun rischio di trasmissione dell’infezione all’uomo.
Le carni di pollame sono sicure in quanto provengono da allevamenti che sono sottoposti al controllo veterinario e tutti i volatili, prima di essere macellati, vengono sottoposti a visita sanitaria da parte di un veterinario della Azienda sanitaria locale.
In caso di sospetto per qualsiasi malattia i volatili vengono esclusi dalla macellazione.

Dopo la macellazione le carni sono sottoposte a controllo del veterinario del macello che, anche in questo caso, in presenza del semplice sospetto di malattia, provvede agli accertamenti necessari a tutela della salute pubblica.

A conferma della salubrità delle carni vengono apposti un bollo sanitario ed un’etichetta tale da consentire al consumatore di conoscerne la provenienza.
La cottura delle carni rientra tra le normali prassi di preparazione.
In base a quanto si è verificato in alcuni paesi asiatici, il rischio per l’uomo è limitato al verificarsi di condizioni di estrema promiscuità uomo/animale, di condizioni igieniche particolarmente precarie e di contatti stretti con volatili infetti. Tali condizioni non sono presenti nel nostro paese.

Tra gli uccelli selvatici, le specie che rappresentano un potenziale rischio sono gli uccelli acquatici selvatici (anatre, oche, cigni, trampolieri). Non rappresentano un rischio i piccioni o altri piccoli uccelli che vivono in ambiente urbano, per i quali non è necessaria alcuna forma di particolare attenzione.
Nel caso di rinvenimento di uccelli acquatici selvatici (anatre, oche, cigni, trampolieri, nonché gabbiani) morti o malati si suggeriscono i seguenti comportamenti:

  1. evitare di toccare i volatili;
  2. chiedere l’intervento dei Servizi Veterinari delle ASL o dei Vigili del Fuoco;
  3. in caso di contatto con i volatili, adottare le normali norme igieniche (lavarsi accuratamente le mani e altre parti del corpo venute a contatto con gli animali malati o morti) e lavare indumenti o altri oggetti potenzialmente contaminati.
Presso il Ministero della Salute, è attivo, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 20.00 il numero verde 1500, per qualsiasi informazione sull’argomento.

Fonte: Ministero della Salute, Unità di crisi influenza aviaria - 12 febbraio 2006

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