AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
DETERMINAZIONE 28 febbraio 2007 
pubblicato sulla GU del 5-3-2007
Modifica   degli   stampati   di  specialita'  medicinali  contenenti
cabergolina.
    In vigore dal 15 aprile 2007 il provvedimento che prevede la variazione del regime di vendita di Cabaser: diventa soggetto a ricetta non ripetibile limitativa redatta da specialista neurologo, per cura della durata massima di sei mesi.

    La prescrizione può essere trascritta a carico del SSN da parte del medico di famiglia o altro medico convenzionato, ma deve sempre recare allegata la (copia della) prescrizione specialistica. 
                            IL DIRIGENTE
                  dell'ufficio di farmacovigilanza

    Visti  gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300;
    Visto  l'art.  48  del  decreto-legge  30 settembre 2003, n. 269,
convertito  nella  legge  24 novembre  2003,  n.  326, che istituisce
l'Agenzia italiana del farmaco;
    Visto  il  decreto  del  Ministro  della salute di concerto con i
Ministri  della  funzione  pubblica e dell'economia e finanze in data
20 settembre  2004,  n.  245  recante norme sull'organizzazione ed il
funzionamento dell'Agenzia italiana del farmaco, a norma del comma 13
dell'art. 48 sopra citato;
    Visto  il  regolamento  di  organizzazione,  di  amministrazione,
dell'ordinamento  del  personale  dell'AIFA pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 145 del 29 giugno 2005;
    Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219;
    Visto il decreto legislativo 15 luglio 2002, n. 145;
    Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
    Visto  il  parere  del Pharmacovigilance Working Party del luglio
2006  e  del gennaio  2007  riguardante  la  sicurezza  cardiaca  dei
medicinali per uso umano contenenti il principio attivo cabergolina;
    Visto  il  parere della sottocommissione di farmacovigilanza reso
nella seduta del 12 febbraio 2007;
    Visto  il  parere della commissione tecnico scientifica dell'AIFA
reso nella seduta del 13/14 febbraio 2007;
                             Determina:
                               Art. 1.
    1. E' fatto obbligo a tutte le aziende titolari di autorizzazione
all'immissione  in  commercio  di specialita' medicinali, autorizzate
con  procedura  di  autorizzazione  di  tipo nazionale, contenenti il
principio  attivo  cabergolina  con  indicazione  nella  malattia  di
parkinson,   di   integrare  gli  stampati  secondo  quanto  indicato
nell'allegato I che costituisce parte della presente determina.
    2.  Le  modifiche di cui al comma 1 - che costituiscono parte del
decreto   di   autorizzazione  rilasciato  per  ciascuna  specialita'
medicinale   -   dovranno  essere  apportate  immediatamente  per  il
riassunto   delle  caratteristiche  del  prodotto  e  per  il  foglio
illustrativo  entro  novanta  giorni  dall'entrata  in  vigore  della
presente   determina   per   le   specialita'  medicinali  contenenti
cabergolina.
    3.  Trascorso  il  termine  di  cui  al  comma 2,  riferito  alle
specialita'  medicinali  contenenti  il  principio attivo cabergolina
indicate  nella  malattia  di  parkinson,  non  potranno  piu' essere
dispensate  al  pubblico  confezioni  che  non  rechino  le modifiche
indicate  dalla  presente  determina. Pertanto, entro la scadenza del
termine  indicato  dal comma 2, tali confezioni andranno ritirate dal
commercio.
    4.  Gli  stampati  delle  specialita'  medicinali  contenenti  il
principio  attivo  cabergolina  con  indicazione  nella  malattia  di
parkinson,  autorizzate  con procedura nazionale successivamente alla
data   di  entrata  in  vigore  della  presente  determina,  dovranno
riportare  anche  quanto  indicato  nell'allegato  I  della  presente
determina.
    5.  Le  specialita'  medicinali  a  base  di  cabergolina,  anche
autorizzate  con  procedura  di mutuo riconoscimento, con indicazione
nella   malattia   di   parkinson  devono  essere  dispensate  dietro
presentazione  di  ricetta  medica  utilizzabile  una  sola  volta su
prescrizione  del  medico specialista in neurologia. Sulla base della
predetta   prescrizione  specialistica,  della  durata  di  validita'
massima di mesi sei, possono essere effettuate prescrizioni anche dal
medico  curante o da un medico del Servizio sanitario nazionale, alle
quali va sempre allegata la prescrizione specialistica.
    6.   L'etichetta   esterna   delle   confezioni   delle  suddette
specialita'   dovra'   recare   la   dicitura:  «Da  vendersi  dietro
presentazione   di   ricetta  medica  utilizzabile  una  sola  volta.
Prescrizione   riservata   esclusivamente  a  medici  specialisti  in
Neurologia.  Sulla base della predetta prescrizione specialistica, di
data non anteriore a sei mesi, possono essere effettuate prescrizioni
anche  dal medico curante o da un medico di struttura autorizzata del
Servizio  sanitario nazionale, alle quali va pero' sempre allegata la
prescrizione dello specialista».
   La  presente  determina entra in vigore [il giorno successivo alla
sua pubblicazione  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
-> il 15 aprile 2007].

      Roma, 28 febbraio 2007

                                               Il dirigente: Venegoni

Allegato I
4.1 Indicazioni terapeutiche
Quando si ritiene opportuno il trattamento dei segni e sintomi della malattia di Parkinson con un farmaco agonista dopaminergico, la cabergoiina è indicata come terapia di seconda linea in pazienti intolleranti ai farmaci non derivati dall'ergotamina o che non abbiano risposto a tale terapia, sia in monoterapia che in associazione alla levodopa in combinazione con un inibitore periferico della decarbossilasi.
Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico specialista in neurologia. Il beneficio derivante da un trattamento continuato deve essere controllato periodicamente tenendo conto del rischio di reazioni fibrotiche e di valvulopatia (vedere sezioni 4.3, 4.4 e 4.8).

4.3 Controindicazioni
Ipersensibilità alla cabergolina, agli alcaloidi dell'ergot o a uno qualsiasi degli eccipienti. Storia di fibrosi polmonare, pericardica o retroperitoneale.
Evidenza anatomica di valvulopatia cardiaca a qualunque livello valvolare (per esempio un ecocardiogramma che mostri ispessimento dei lembi valvolari, restringimento della valvola, restringimento/stenosi valvolare combinati).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Fibrosi e valvulopatia cardiaca
Dopo uso prolungato di derivati ergotaminici, inclusa la cabergolina, si sono verificati disturbi fibrotici e infiammatori a carico delle sierose, quali pleurite, versamento pleurico, fibrosi pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico, valvulopatia cardiaca con interessamento di una o più valvole (aortica, mitrale e tricuspide) o fibrosi retroperitoneale. In alcuni casi, i sintomi o le manifestazioni della valvulopatia cardiaca sono migliorati dopo interruzione del trattamento con cabergolina. La velocità di eritrosedimentazione (VES) è aumentata in modo anomalo in associazione a versamento pleurico/fibrosi. Si raccomanda di effettuare un esame radiografico del torace in caso di un aumento anomalo e inspiegato della VES.
Un'analisi dei livelli sierici di creatina può rivelarsi utile nella diagnosi di fibrosi.
La patologia valvolare è stata associata ad un dosaggio eccessivo.

Prima di iniziare i trattamento:
Prima di iniziare il trattamento si raccomanda che tutti i pazienti effettuino una valutazione cardiovascolare, comprendente un ecocardiogramma, per stabilire la potenziale presenza di una patologia valvolare silente.
Prima di iniziare la terapia può rivelarsi utile effettuare un'analisi della velocità di eritrosedimentazione (VES) o altri marker infiammatori, un test della funzionalità polmonare/esame radiografico del torace e test della funzionalità renale. Se viene diagnosticata una fibrosi valvolare, il paziente non deve essere trattato con cabergolina (vedere sezione 4.3).

Durante il trattamento:
Le patologie fìbrotiche possono avere un esordio insidioso e i pazienti devono essere costantemente monitorati per evitare il rischio di possibili manifestazioni di fibrosi progressive. Durante il trattamento si raccomanda pertanto di prestare attenzione a segni e sintomi di:

- disturbi pleuropolmonari, quali dispnea, respiro corto, tosse persistente o dolore al petto,
- Insufficienza renale o ostruzione vascolare dell'uretere o dell'addome che comporti dolore ai fianchi/lombalgia e edema agli arti inferiori, così come l'eventuale presenza di massa o dolorabilità addominale che possa indicare fibrosi retroperitoneale.
- Insufficienza cardiaca, perché casi di fibrosi pericardìca si sono spesso manifestati con insufficienza cardìaca; le pericarditi da costrizione dovrebbero essere escluse se compaiono tali sintomi.
- Insufficienza cardiaca, perché casi di fibrosi valvolare si sono spesso manifestati con insufficienza cardiaca; la fibrosi valvolare dovrebbe essere esclusa se compaiono tali sintomi.
Si raccomanda di effettuare un appropriato monitoraggio clinico e diagnostico per lo sviluppo della malattia valvolare o di fibrosi. Un primo ecocardiogramma di controllo deve essere effettuato entro 3-6 mesi dall'inizio della terapia, dopodiché la frequenza del monitoraggio ecocardiografico deve essere determinata da una appropriata valutazione cinica individuale, ponendo particolare attenzione ai segni e sintomi sopramenzionati, ma sempre con una frequenza minima di 6-12 mesi.
Il trattamento con cabergolina deve essere interrotto nel caso un ecocardiogramma riveli un nuovo riflusso valvolare o un aggravamento di un riflusso già esistente, un restringimento valvolare o un ispessimento dei lembi valvolari (vedere sezione 4.3). La necessità di ulteriori controlli clinici (ad es. esame obiettivo, attenta auscultazione cardiaca, radiografia, ecocardiogramma, TAC) deve essere determinata su base individuale.

4.8 Effetti indesiderati
Sono stati segnalati casi di fibrosi e di patologie infiammatorie a carico delle sierose come pleurite, versamento pleurico, fibrosi pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico, valvulopatia cardiaca e fibrosi retroperitoneale nei pazienti in trattamento con cabergolina (vedere sezione Avvertenze speciali e precauzioni di impiego). L'incidenza della valvulopatia nei pazienti in trattamento con cabergolina non è nota; comunque, sulla base di studi recenti sulla prevalenza del riflusso valvolare (l'indice ecocardiografico più sensibile per la vavulopatia restrittiva), la prevalenza del riflusso (virtualmente tutti casi asintomatici) potenzialmente attribuibile alla cabergoiina può essere dell’ordine del 20% o anche maggiore. Sono disponibili informazioni limitate riguardo alla reversibilità di queste reazioni.


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