Esenzioni, non sono tutte uguali!
(Servizio Sanitario nel Lazio)

        Da quando è in vigore nel Lazio il Decreto Commissariale per il contenimento della spesa sanitaria del 10 settembre 2008 e sono stati reintrodotti i ticket in quota fissa, c'è una grande confusione tra medici, pazienti e farmacisti.
        A prescindere dai dettagli tecnici del provvedimento, rivolti agli operatori interessati (medici e farmacisti), in questa sede preme evidenziare, nei confronti degli assistiti che possono far valere una esenzione dal ticket, che le esenzioni non hanno più, come era invece una volta, la stessa valenza economica.
        Fermo restando che per i medicinali di cui è scaduto il brevetto che hanno un equivalente di prezzo uguale o inferiore non è cambiato nulla e a prescindere dalla esenzione indicata o non indicata continuano a pagare soltanto la eventuale differenza col prezzo di riferimento, per tutti i medicinali senza equivalenti le esenzioni per patologia o malattie rare hanno una valenza economica diversa dalle esenzioni per invalidità o reddito.
        L'esenzione per patologia infatti, anche se consente la prescrizione di tre pezzi su una stessa ricetta (invece che due rispetto alle altre esenzioni o senza esenzione) comporta l'applicazione del ticket in quota fissa di 1€ oppure 2€ a confezione,  a seconda che il medicinale costi meno (o uguale) a 5 euro, oppure più di 5 euro (stiamo sempre parlando dei medicinali senza equivalenti). Questa quota è pur sempre inferiore a quella corrispondente di  2,5€ oppure 4€ dovuta dai pazienti non esenti, ma è pur sempre un ticket a cui invece i pazienti con altre esenzioni (invalidità e reddito) non sono soggetti.
        In pratica quindi, se si è in possesso di una esenzione per patologia ed anche di una esenzione per invalidità o reddito, dal punto di vista economico può essere conveniente farsi indicare l'esenzione per invalidità o reddito piuttosto che quella per patologia (salvo valutare la frequenza con cui tornare dal medico per ottenere la terza scatola a cui eventualmente si rinuncia in quanto non in diritto dei pazienti con invalidità).
        Un'altra importante considerazione: se il medico indica l'esenzione per patologia, non è più possibile, per quella ricetta, usufruire dell'esenzione per reddito come invece è possibile quando il medico indica "non esente": in questo caso infatti le caselle in cui è necessario indicare il codice dell'esenzione per reddito, sono state già compilate dal medico con il codice dell'esenzione per patologia.

QUINDI, CHE FARE?
Si raccomanda agli assistiti di verificare che il medico, al momento della redazione della prescrizione, indichi sulla ricetta il codice dell'esenzione che rappresenta realmente la situazione più vantaggiosa per l'assistito:
farfog, ottobre 2008, rev gennaio 2009