Consegna di farmaci in assenza di prescrizione medica

Il  decreto 31 marzo 2008 è in vigore dal 11 maggio 2008.
L'erogazione, per motivi di urgenza, di medicinali senza la necessaria prescrizione, riguarda medicinali per patologie croniche o la necessità di non interrompere un trattamento in corso (questo in particolare per terapie antibiotiche).
Un terzo caso previsto riguarda l'esibizione da parte del cliente di documentazione di dimissione ospedaliera, ma questa situazione in realtà già da tempo era dal farmacista equiparata a presentazione di ricetta medica, in quanto l'indicazione di una terapia che porti la firma di un medico può sempre a tutti gli effetti essere considerata una prescrizione medica (e quindi utilizzata con i limiti temporali previsti e non limitatamente ai soli primi tre giorni).
L'erogazione di farmaci in assenza della prescritta ricetta medica non può riguardare comunque mai medicinali compresi nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope (comprese le comuni benzodiazepine) e neppure medicinali soggetti a ricetta limitativa (medicinali prescrivibili da specialisti o centri ospedalieri). Inoltre i medicinali erogati con queste modalità non possono essere posti a carico del SSN, in quanto le anticipazioni sono espressamente vietate. Possono essere erogati secondo questa normativa, solo una confezione con il più basso numero di dosi, ad eccezione degli antibiotici iniettabili. Gli unici medicinali iniettabili che possono essere erogati (a parte il caso delle dimissioni ospedaliere) sono l'insulina e gli antibiotici.
Per i dettagli delle modalità pratiche di attuazione del decreto in farmacia, è sufficiente attenersi alle indicazioni della scheda che deve essere utilizzata ad ogni erogazione secondo questa normativa. 
Ogni scheda costituisce una pagina del registo, e deve essere fotocopiata e rilasciata anche al paziente perchè la presenti al suo medico.
Federfarma ha proposto l'uso di un modello di scheda, ma non è esclusa la possibilità di utilizzare altri modelli analoghi

Il testo ufficiale del provvedimento (DM 31-3-08 pubblicato sulla GU del 11-4-08, in vigore dal 11-5-08)
 
Nota Min Sal del 21-4-08: sono esclusi medicinali soggetti a ricetta limitativa
Nota Min Sal del 7-5-08: il modello proposto da Federfarma è idoneo
Nota Min Sal del 1-6-09: proseguire la raccolta dei dati fino a dicembre 2009
 
Scheda (pagina registro) proposta da Federfarma
(mi permetto alcune osservazioni: l'indicazione del codice AIC non è necessaria quando il medicinale è già identificato da nome, forma farmaceutica, dose e unità posologiche, inoltre ritengo che la scheda possa essere vistata dal farmacista che effettua l'erogazione in farmacia e non solo dal titolare o direttore).

Scheda proposta dall'autore (non necessita dell'uso di fotocopiatrice al momento del rilascio, presenta uno spazio più ampio a disposizione per le aree da compilare a mano, non induce a credere che possa essere vistata solo dal titolare o direttore)

Speriamo che questo provvedimento serva ad educare, oltre che il paziente, anche medico e farmacista!
        Apprezzabile il tentativo di risolvere una problematica davvero spinosa sia per i medici che per i farmacisti, ma lo strumento adottato, ancorchè ineccepibile nel contenuto e nella forma, non è in grado di risolvere il problema.  Al tavolo di concertazione i rappresentanti di medici e farmacisti hanno finto di non sapere che la realtà è ben diversa da quella che dovrebbe essere in teoria. Con una buona dose di ipocrisia, hanno finto di ignorare che purtroppo nella attuale società civile italiana per svariati motivi le richieste di farmaci senza la necessaria ricetta vanno al di là dei casi previsti dal decreto. A cominciare dai medici che nei giorni festivi e prefestivi sono difficilmente disponibili per visite e prescrizioni e che spesso indirizzano i loro pazienti con indicazioni verbali o telefoniche a recarsi in farmacia anche senza prescrizione; a proseguire coi farmacisti che cercano in tutti i modi di "accontentare" i loro clienti anche quando non in regola con la ricetta, sia perchè riconoscono motivazioni serie e fondate, sia per mero interesse economico; a continuare con il comportamento dei cittadini, a volte giustificati per urgenza o stati di necessità già conosciuti e riconosciuti, altre volte giustificati da motivi esclusivamente economici, che pure il farmacista non può ignorare. La combinazione di tutti questi fattori è una sorta di abitudine del comune cittadino a recarsi in farmacia e richiedere verbalmente anche medicinali per i quali sarebbe necessaria la prescrizione. Modificare questa situazione è assai difficile: richiederebbe una profonda "rieducazione" del cittadino, che dovrebbe essere attuata a partire dalla serietà e dal rigore del comportamento del medico e del farmacista .... Speriamo che l'applicazione di questo decreto abbia un affetto educativo per tutti, clienti e pazienti, medici e farmacisti.
        Intanto il nuovo decreto approvato, nella complessità delle varie situazioni distinde e caratterizzate da diverse formalità, rischia di lasciare completamente al di fuori tutti gli altri casi che si verificano nella realtà quotidiana. Il farmacista ancora una volta è lasciato solo ad affrontare l'impatto delle necessità della gente, col rischio, da oggi ancora più probabile, di essere additato come il responsabile di un comportamento scorretto che non rientra nelle regole fissate dal nuovo decreto.
Farfog


Informativa e commento del Ministero della salute nella newsletter del 22-3-08.

Con l'Intesa raggiunta ieri (21 marzo 2008) in Conferenza Stato Regioni è possibile, in caso di emergenza, per il farmacista dispensare medicinali con obbligo di prescrizione medica, anche in assenza della medesima. Il provvedimento risponde, all'esigenza dei pazienti in situazioni di emergenza e valorizza la professione del farmacista e il suo rapporto con i cittadini. Il decreto ministeriale approvato dalla Conferenza unificata è frutto del dialogo con la Federazione degli ordini professionali dei farmacisti e dei medici. Regolamenta il ricorso ad una procedura, che ha tutte le caratteristiche di una "deroga" a quanto previsto dalla normativa vigente sulla erogazione dei medicinali, come previsto dal decreto legislativo 274 del 2007. Il decreto garantisce la non interruzione di un trattamento in corso per i casi di patologie croniche ed acute o in occasione di dimissione ospedaliera, salvaguardando la tutela della salute pubblica e il ruolo del medico, che è l'unico ad avere la facoltà di prescrivere un medicinale. L'erogazione di farmaci in tali situazioni non avviene a carico del Servizio sanitario nazionale. In caso di patologia cronica quale diabete, ipertensione, broncopneumopatia cronica ostruttiva, il farmacista può consegnare il medicinale a condizione che siano disponibili elementi che confermino che il paziente è in trattamento con il farmaco, quali l'esibizione da parte del paziente o della persona che si reca in farmacia in sua vece di uno dei seguenti documenti:
·         un documento rilasciato dall'autorità sanitaria attestante la patologia per la quale è indicato il farmaco;
·         un documento originale firmato dal medico attestante la patologia cronica di cui il paziente è affetto con l'indicazione del farmaco utilizzato per il relativo trattamento;
·         una ricetta scaduta da non più di trenta giorni.

Altre condizioni che consentono al farmacista di poter consegnare il medicinale sono: la presenza nella medesima farmacia di una precedente ricetta o la conoscenza diretta dello stato di salute del paziente da parte del farmacista (art. 2). In caso di patologia acuta che implica la necessità di non interrompere un trattamento, quale ad esempio l'ulteriore assunzione di un antibiotico, il farmacista può consegnare il medicinale richiesto a condizione che siano disponibili elementi che confermino che il paziente è in trattamento con il farmaco, quali: la presenza in farmacia di una prescrizione medica rilasciata in una data che faccia presumere che il paziente sia ancora in trattamento con il medicinale richiesto o l'esibizione, da parte del cliente, di una confezione inutilizzabile, ad esempio un flaconcino danneggiato . Nei casi in cui dai documenti, relativi ad una patologia cronica, esibiti dal cliente non si evinca il nome del farmaco, questi è tenuto a sottoscrivere una dichiarazione di assunzione di responsabilità circa la veridicità del trattamento con il medicinale richiesto, che sarà conservata dal farmacista. La stessa dichiarazione deve essere rilasciata da coloro che richiedono la consegna di un medicinale a fronte dell'esibizione di una confezione inutilizzabile. Il farmacista può consegnare il medicinale richiesto anche in caso di esibizione da parte del cliente di documentazione attestante la dimissione ospedaliera, emessa nel giorno di acquisto o nei due giorni immediatamente precedenti, dalla quale risulti prescritta o, comunque, raccomandata la prosecuzione della terapia con il farmaco richiesto. La consegna  non è effettuabile per medicinali iniettabili, tranne in casi quali la dimissione ospedaliera, la consegna di insulina o di antibiotici monodose; comunque la consegna non può riguardare i medicinali inseriti nelle tabelle delle sostanze stupefacenti Si è ritenuto opportuno prevedere che sia consegnata una sola confezione con il più basso numero di unità  posologiche, con l'esclusione dei soli antibiotici iniettabili monodose, che potranno essere forniti in numero sufficiente per assicurare continuità di trattamento fino al contatto con il medico. Al fine di ricondurre la situazione di "emergenza" alla normalità, il farmacista è tenuto a ricordare al cliente che la consegna del farmaco senza ricetta è una procedura eccezionale e che deve comunque informare il medico curante. A tal fine il farmacista consegna al cliente una scheda, da inoltrare al medico, contenente la specificazione del medicinale consegnato. Ai fini del monitoraggio del ricorso a tale modalità "eccezionale" di consegna di un medicinale, infine, i farmacisti sono tenuti a registrare ogni consegna effettuata; i dati saranno utilizzati per la valutazione di eventuali integrazioni o correzioni della disciplina in questione da parte dell'autorità sanitaria.
farfog