"Non si può avere la
botte piena e la moglie ubriaca".
Il progetto di rinnovamento della farmacia Italiana in alternativa alla sua disgregazione (che si vorrebbe mettere in atto con insensati provvedimenti legislativi).
Novembre 2007 Le
prossime decisioni del Governo saranno prese nell’esclusivo
interesse della sopravvivenza del Governo stesso.
Ma questa volta l’ennesimo voto di fiducia determinerebbe
l’approvazione definitiva dell'emendamento sulla vendita di
tutti i medicinali di classe C (tutti i medicinali non concessi dal
Servizio Sanitario Nazionale) negli esercizi commerciali diversi dalla
farmacia.
Il
Ministro della Salute ha approvato le proposte dei farmacisti,
rappresentati dagli Ordini professionali e dalle Associazioni dei
farmacisti privati e delle farmacie comunali, per il
miglioramento del servizio farmaceutico. (leggi le proposte dei farmacisti, le agenzie di stampa e la lettera dal Ministro della salute)
I farmacisti minacciano la disdetta della convenzione
Se però il Governo decidesse di non seguire l'orientamento
del Ministero della Salute, ma di dare seguito agli emendamenti
presentati
nella X
commissione del Senato (che dovrebbe invece occuparsi di Industria e
commercio), avrebbe di fatto la
responsabilità di fronte a
tutti i cittadini della disdetta unilaterale della Convenzione
tra le farmacie ed il Servizio Sanitario Nazionale.
Infatti la Convenzione che permette a tutti i cittadini il
prelievo
gratuito (o con ticket quando previsto) dei farmaci rimborsati dal
Servizio Sanitario (che da ben 9 anni viene
prorogata tacitamente per evitare difficoltà e gravissimi
disagi al cittadino) dovrebbe
necessariamente essere rinegoziata a
causa di un intervento normativo che stravolge il
sistema farmaceutico e non
consentirebbe alla farmacie di svolgere un
servizio adeguato per garantire
al cittadino il
diritto alla salute previsto dalla Costituzione. 10 novembre 2007