Prezzi di riferimento? Che confusione con l'anno nuovo!
Dal primo gennaio 2010, come ci ha ricordato l'AIFA con apposito
comunicato del 23-12-09, ha avuto termine la riduzione del prezzo del
12% prevista dal
"Decreto Abruzzo", DL 39/09.
Forse nessuno ci credeva
e tutti pensavano che i prezzi ridotti sarebbero stati mantenuti con
apposito provvedimento di proroga; molti si erano anche
dimenticati... fatto sta che il provvedimento ha avuto termine
(per giunta in prossimità delle vacanze di Natale e Capodanno),
con conseguenze imprevedibili.
Come ricorderete il "Decreto Abruzzo", oltre alla tristemente famosa
tassa "ad personam" del farmacista titolare del 1,4% del fatturato
annuo complessivo con il SSN, prevedeva anche la riduzione del
prezzo per legge dei medicinali autorizzati quando era già
scaduto il
brevetto.
A parte la difficoltà oggettiva di individuarli, la
conseguenza fu la diminuzione di prezzo immediata per questi
medicinali, ma anche un graduale allineamento
(in diminuzione) dei prezzi da parte delle specialità originali,
per "tenere il passo" con gli equivalenti "concorrenti".
Che succede quindi ora che viene meno la riduzione del 12%
dei medicinali autorizzati a brevetto scaduto? Automaticamente,
risalendo di prezzo, vengono in alcuni casi a costare più
dell'originale che a suo tempo aveva volontariamente ridotto il prezzo
(e che quindi ora non torna automaticamente al prezzo precedente ma
semmai deve attendere la pubblicazione della variazione del prezzo).
Morale della favola: con grande sconcerto del pubblico e degli
operatori, la differenza con il prezzo più basso (di riferimento) che
gli assistiti non esenti devono versare per ritirare gli equivalenti è
diventata "ballerina" e imprevedibile: variazioni in più o in meno
degli importi da corrispondere, e paradossali
situazioni in cui il generico costa più dell'originale, con evidente
difficoltà da parte del farmacista ad applicare il sistema del rimborso
di riferimento (viene meno il punto fermo che il generico sia il
medicinale sempre di minor prezzo, allineato al prezzo di riferimento).
Nel Lazio ad esempio, le banche dati applicano il nuovo prezzo di
riferimento sulla base di una scarna nota regionale (tesa ad evitare
l'applicazione massiccia della norma di salvaguardia) alla quale in
realtà non è allegato alcun elenco esplicito dei prezzi.
Inoltre,
per i medicinali inibitori di pompa protonica la situazione è
ancora più complicata, perchè il prezzo di rimborso per categoria
omogenea era stato fissato a prescindere dal prezzo di riferimento di
uno dei principi attivi, cosicchè attualmente non vi è alcuno di questi
medicinali che non sia soggetto (per gli assistiti non esenti) ad una
differenza di prezzo da corrispondere.
Infine, come ci si poteva aspettare, la conseguenza ultima
(perchè al peggio non c'è mai fine) è che i
generici che sono tornati al prezzo originario diminuiranno
spontaneamente il loro prezzo del 12% (a tutto danno come al solito del
farmacista), per continuare a farsi concorrenza tra di loro e con gli
equivalenti originali.
A tutti buon lavoro e buon anno nuovo
Giancarlo
farfog