Prezzi dei medicinali.
Prezzi unici, prezzi scontati o prezzi liberi?

Cosa è cambiato con il Decreto Storace ed il Decreto Bersani

Diversi regimi di prezzi per le diverse categorie di medicinali
e possibilità di ottenere un medicinale equivalente di prezzo inferiore:
una breve guida per orientarsi.


Prima il prezzo di tutti i medicinali era fisso in tutte le farmacie
(unico esercizio professionale e commerciale abilitato alla dispensazione dei farmaci). 
Il prezzo fisso garantiva due volte il cittadino:

1) Il prezzo fisso era stabilito o approvato dal Ministero, calcolato e valutato dai competenti organi ministeriali per evitare derive commerciali o speculazioni economiche (in particolare per i farmaci rimborsati dal SSN, il prezzo più basso accettato dai produttori).
2) Il prezzo fisso garantiva l'equità tra cittadini perchè evitava discriminazioni all'accesso al farmaco. Gli anziani come i giovani, i poveri come i ricchi, gli abitanti dei paesi più sperduti come i cittadini delle grandi metropoli potevano accedere in farmacia ai farmaci alle stesse condizioni economiche.

Poi è venuta la "liberalizzazione".
Prima il "Decreto-Legge Storace n. 87/05" (in vigore dal 31 maggio 2005); poi il "Decreto Bersani", che ha esteso la possibilità di vendere i medicinali senza obbligo di prescrizione medica in qualsiasi esercizio commerciale (purchè alla presenza di un farmacista).
Così è cominciata la "guerra degli sconti". Una guerra che si combatte tra le farmacie, ma soprattutto tra le farmacie e gli altri esercizi commerciali. In alcuni casi il cittadino ha tratto beneficio dalla possibilità di scegliere prezzi più economici; in altri casi invece il prezzo ridotto, soprattutto negli esercizi commerciali diversi dalla farmacia, è stato proposto a discapito dell'assortimento e dell'assistenza.  Di certo e in tutti i casi è venuto meno il principio dell'uguaglianza e dell'equità dell'accesso al farmaco.

Entriano ora nel particolare dei prezzi dei farmaci (e della possibilità di ottenerne a prezzi inferiori, scegliendo l'equivalente più economico).

Presentando una ricetta medica in farmacia si può chiedere che il medicinale prescritto sia sostituito da un medicinale equivalente di prezzo inferiore, secondo le indicazioni delle "liste di trasparenza" preparate dal Ministero  (a meno che il medico non abbia indicato esplicitamente sulla ricetta che non è sostituibile)

Fino al 31 dicembre 2007, il farmacista poteva praticare sconti (prima solo fino al 20% del prezzo al pubblico, poi in seguito alla liberalizzazione del ministro Bersani senza alcun limite) su tutti i medicinali senza obbligo di prescrizione medica (SOP e OTC, vedi bollino rosso con la faccia che ride) rispetto al prazzo massimo indicato in etichetta.
Dal 1 gennaio 2008, il prezzo di questi medicinali è libero, stabilito autonomamente da ciascun punto vendita (farmacie, ma anche altri esercizi commerciali autorizzati -come sanitarie, erboristerie e reparti di supermercato- con la presenza di un farmacista). Quindi non ha più senso parlare di sconto. I prezzi praticati possono non essere indicati sulle confezioni, ma devono essere comunque indicati e resi noti al pubblico mediante listini (anche elettronici), cartelli ed etichette.

Attenzione! Il prezzo praticato deve essere applicato senza discriminazioni nei confronti di tutta la clientela.

Il prezzo di tutti gli altri medicinali è fisso ed unico su tutto il territorio nazionale.
I medicinali con prezzo fisso sono:

1) i medicinali di classe A (=rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale)
2) tutti i medicinali di classe C da vendersi con ricetta medica.
Sui medicinali rimborsati dal SSN (classe A)  venduti a pagamento che non hanno il corrispondente medicinale generico, il farmacista  praticata uno sconto di legge  sul prezzo indicato in etichetta come misura per il contenimento della spesa farmaceutica.

Il prezzo di tutti i medicinali di classe C (=non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale) non poteva essere aumentato fino al gennaio del 2007 (ma poteva e può essere diminuito).
Da gennaio 2007, secondo le disposizioni della legge finanziaria, il prezzo dei medicinali con obbligo di prescrizione medica (non quello dei medicinali SOP/OTC) può essere aumentato di una percentuale massima del 1,7%, che corrisponde alla variazione Istat del costo della vita per l'anno 2006.
Da gennaio 2008, secondo il disposto del "Decreto Storace", i prezzi di questi medicinali non possono essere aumentati, (fino al gennaio del successivo anno dispari).
farfog