Lo scontrino parlante dal 1° luglio 2007 (con aggiornamenti sulla possibilità di detrazione).
Lo scontrino parlante con codice fiscale dell'acquirente dal 1° gennaio 2008.

Lo scontrino parlante col codice del medicinale (per la privacy) dal 
1° gennaio 20010.
Dal 1° gennaio 2010 è obbligatorio che lo scontrino "parlante", idoneo cioè alla detrazione fiscale in quanto riporta il codice fiscale dell'acquirente, per motivi di privacy non abbia esplicitamente indicato il nome del medicinale, bensì il suo codice univoco di autorizzazione (AIC).
Ferma restando infatti l'obbligatorietà, ai fini della detrazione fiscale del contribuente, di tutti gli altri elementi presenti (appunto il codice fiscale dell'acquirente, natura del prodotto -con indicazioni quanli "farmaco", "medicinale" o altre eventualmente analoghe-, e quantità), la "qualità" del prodotto è sostituita, per motivi di privacy appunto, da un codice numerico univoco mediante il quale è possibile risalire solo indirettamente al nome del prodotto (cioè soslo consultando l'archivio dei codici-prodotto presente in farmacia).
In questo modo il cittadino sarebbe tutelato da chi occasionalmente potrebbe venire a conoscenza del suo stato di salute maneggiando anche per motivi professionali (es commercialista) i suoi scontrini fiscali.


 Dal 1° luglio sono in vigore le disposizioni della legge finanziaria (commi 28 e 29 dell’art. 1 della Legge 296/2006) secondo le quali la farmacia, per consentire ai contribuenti la detrazione dalla dichiarazione dei redditi delle spese dei medicinali, deve emettere scontrini “parlanti” (in alternativa a fattura), cioè una documentazione ufficiale che riporti "natura"  (medicinale), "qualità" (nome del medicinale) e "quantità" (numero di confezioni) dei prodotti consegnati.
Di sicuro possono essere detratte fiscalmente (
detrazione di imposta del 19% al netto della franchigia di 129,11 euro
) le spese dei medicinali autorizzati, compresi i medicinali omeopatici e quelli veterinari.
Prodotti diversi (ad es dermocosmetici, integratori dietetici o alimentari e tutto quanto comunemente definito "parafarmaco") anche se prescritti con ricetta medica non sono detraibili (leggi le risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate,  la 256/E del 20 giugno 2008 e la 396/E del 22 ottobre 08).
Infatti, dopo una prima ipotesi secondo cui avrebbero potuto essere considerati nell'ambito di cure mediche fiscalmente detraibili, suffragata da una risposta dell'Agenzia delle Entrate del 2006, peraltro relativa ai soli integratori dietetici prescritti da medici specialisti, la stessa Agenzia delle Entrate si è pronunciata recentemente in senso opposto, con le due risoluzioni qui sopra indicate.

Dal 1° gennaio 2008 il codice fiscale dell'acquirente per la detrazione delle spese mediche deve essere stampato direttamente sullo scontrino parlante, fornito al farmacista dall'utente che voglia avvalersi della detrazione fiscale. Lo stesso codice fiscale, sotto forma di tessera sanitaria con codice a barre a lettura ottica, dovrà necessariamente essere fornito al farmacista all'atto della spedizione delle ricette del Servizio Sanitario, secondo le disposizioni previste dal sistema per il monitoraggio della spesa farmaceutica.

E' evidente che la norma mira a individuare, tra i prodotti venduti in farmacia, quelli che possono essere detratti fiscalmente, e per raggiungere questo fine il legislatore vuole che sia il farmacista, che conosce i prodotti, ad indicargli (sullo scontrino parlante) quali sono detraibili e quali no. In questo senso appare quindi necessario che sullo scontrino parlante, oltre alla specifica denominazione del prodotto, sia presente anche la categoria ("farmaco" "medicinale" o equivalente), mentre non pare condivisibile l'opinione che si possa "ritenere sufficiente la denominazione del medicinale e la descrizione della confezione, il loro numero, in quanto la natura del prodotto (farmaco) è assorbita dalla denominazione dello stesso".


Per quanto riguarda l'applicazione pratica della norma prevista dalla legge finanziaria per il 2007, il farmacista entro la data del 1° luglio dovrebbe avere realizzato il collegamento tra la cassa fiscale e l'archivio informatico dei prodotti (sistema gestionale), per poter essere in grado di emettere appunto lo scontrino fiscale "parlante".
L'emissione di questo scontrino, come già accennato, è obbligatoria per i prodotti fiscalmente deducibili, a richiesta dell'utente. In alternativa è possibile emettere fattura (che contiene gli stessi dati richiesti allo scontrino parlante).

I quotidiani del 29 giugno 2007 informano che una circolare della Agenzia delle Entrate consente provvisoriamente (fino al 31-12-07), alle farmacie che non hanno fatto in tempo ad adeguare la cassa fiscale ed il programma gestionale per la stampa dello scontrino "parlante", di allegare al comune scontrino fiscale (non parlante) una documentazione rilasciata dal farmacista che indichi comunque natura, qualità e quantità dei farmaci venduti.
Per quanto riguarda la presenza del codice fiscale dell'utente/contribuente, che deve essere presente sullo scontrino parlante per la detrazione fiscale, fino al 31-12-07 può essere annotato a penna dal contribuente stesso.

Inoltre, una Circolare dell'Agenzia dell'Entrate del 28-3-08 ammette anche la possibilità di ottenere la detrazione fiscale per le spese sostenute fino al 31-12-07 anche in assenza dello scontrino parlante, purchè allo scontrino fiscale sia allegata una dichiarazione, anche dello stesso contribuente, della natura, qualità e quantità dei farmaci acquistati e del codice fiscale dell'acquirente.


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Giancarlo Fogliani, 30-6-2007 | 30-12-07 | 28-3-08 | 10-08 |
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