Signor medico, sia più generico...
(sull'intercambiabilità dei medicinali a denominazione comune)
L'orientamento attuale del Ministero della Salute è quello di puntare sui medicinali a denominazione comune (i cosiddetti generici) come cavallo di battaglia per il contenimento della spesa sanitaria.
Il medico di famiglia, abituato fino ad ora a prescrivere le specialità medicinali indicandole con il loro nome (di fantasia), ora rimane quasi perplesso di fronte ai medicinali generici, e indica sulla ricetta accanto al nome del principio attivo anche il nome della ditta produttrice (forse su pressione delle ditte e dei loro rappresentanti, gli informatori scientifici, più che per adeguarsi alla legge ancora in vigore).

Volevo far riflettere che questa è una sorta di contraddizione intrinseca, perchè, nella prassi della comunità scientifica internazionale, la prescrizione di un medicinale generico intende riferirsi esclusivamente alla attività del principio attivo indicato, quale è nota e riconosciuta attraverso la letteratura scientifica accreditata, a prescindere dalla ditta produttrice, la cui serietà è comunque garantita a priori dalla registrazione presso il Ministero.
Per questo motivo, già diverso tempo fa (prima che nascessero gli attuali generici) relativamente alle preparazioni industriali previste dal formulario nazionale della Farmacopea Ufficiale, una norma esplicita stabiliva che "il farmacista non è vincolato dalla eventuale indicazione del produttore da parte del medico".

Per concludere.
Considerate le difficoltà che a volte si presentano in farmacia per la reperibilità dei medicinali generici (ad esempio, propafenone) o per la gestione di innumerevoli marche di generici, e nell'interesse della terapia dei pazienti, esorto i "colleghi" medici a prescrivere i medicinali generici senza il vincolo del nome del produttore, ed auspico da parte del governo o delle amministrazioni locali l'adozione di provvedimenti che tutelino la salute del cittadino consentendo l'interscambiabilità tra generici di produttori diversi.

Roma, 24 maggio 2002.

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