massime 
Corte di Cassazione
Sez. 2, Sentenza n. 558 dell' 11 gennaio 2008
Presidente: Settimj G.  Estensore: Atripaldi U.  Relatore: Atripaldi U.  P.M. Destro C. (Conf.)
Com. Cavallino (Caggia ed altro) contro Pisano (Petrucci ed altro)
(Sentenza impugnata: Giud. pace Lecce, 23 Marzo 2005)

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. SETTIMJ Giovanni - Presidente -
Dott. PICCIALLI Luigi - Consigliere -
Dott. ATRIPALDI Umberto - rel. Consigliere -
Dott. CORRENTI Vincenzo - Consigliere -
Dott. BERTUZZI Mario - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso proposto da:

COMUNE DI CAVALLINO, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA P.LE DELLE BELLE ARTI 8, c/o Avv. CANONACO Paolo, difeso dall'avvocato CAGGIA Vincenzo, giusta delega in atti;
- ricorrente -
contro
PISANO SALVATORE, elettivamente domiciliato in ROMA VIA FEDERICO CESI 21, presso lo studio TORRISI, difeso dall'avvocato PETRUCCI Rodolfo, giusta delega in atti;
- controricorrente -
avverso la sentenza n. 857/05 del Giudice di Pace di LECCE, depositata il 23/03/05;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del 11/06/07 dal Consigliere Dott. Umberto ATRIPALDI;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DESTRO Carlo, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Comune di Cavallino ha impugnato, nei confronti di Pisano Salvatore, con ricorso notificato il 18/5/05, la sentenza del Giudice di Pace di Lecce, depositata il 23/3/05, che aveva annullato l'opposto verbale di contestazione della violazione dell'art. 146 C.d.S., comma 3, accertata dalla Pol. Municipale, per avere l'auto dell'opponente attraversato un incrocio nonostante il semaforo proiettasse luce rossa.
Lamenta la violazione dell'art. 201 C.d.S., comma 1 ter e art. 385 reg. esec. C.d.S., nonché omessa, errata e insufficiente motivazione, atteso che, contrariamente a quanto affermato dal G. di P., che non aveva tenuto conto dell'effettiva realtà risultante dagli atti processuali, l'apparecchiatura di rilevamento della violazione non era posizionata a terra, ma, protetta in un armadio di acciaio, non poteva essere manomessa, ed il 2^ scatto della foto riproduceva l'auto al centro dell'incrocio e non, come erroneamente sostenuto nella impugnata sentenza, quando già aveva superato l'area d'incrocio.
L'intimato resiste.
Attivata la procedura ex art. 375 c.p.c., il P.G. ha chiesto la trattazione del ricorso in P.U.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso si palesa privo di giuridico fondamento.
Non sussiste, infatti l'asserita violazione di legge dato che il G. di P. correttamente non ha considerato l'omologazione quale condizione sufficiente da sola a garantire il perfetto funzionamento delle apparecchiature di rilevamento automatico delle infrazioni al semaforo rosso senza la presenza degli organi di polizia (cfr., recentemente, Cass. 17/11/05 n. 23301 e 11/4/06 n. 8465); ciò in quanto le amministrazioni comunali hanno anche l'obbligo di rispettare le specifiche disposizioni, dettate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, necessarie a garantirne l'esatto funzionamento; ed, in particolare, quelle, contenute nel D.M. n. 1130 del 2004, art. 2, relative alla collocazione dell'apparecchiatura ed alle modalità e tempi delle rilevazioni fotografiche ritenute nella specie violate, con valutazioni in fatto, logicamente motivate e perciò insindacabili in questa sede.
Palesemente infondato risulta, infatti, anche la doglianza concernente il denunciato vizio motivazionale, che sembra prospettare, in realtà, un inammissibile vizio revocatorio, denunciando una falsa rappresentazione della "realtà processuale," e che comunque implica accertamenti in fatto non consentiti nel giudizio di legittimità.
Al rigetto, segue la condanna alle spese.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese in Euro 500,00 di cui Euro 400,00 per onorari.
Così deciso in Roma, il 11 giugno 2007. Depositato in Cancelleria il 11 gennaio 2008


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