massime 
Corte di Cassazione
Sez. 3, Sentenza n. 12694 del 19 maggio 2008
Presidente: Fantacchiotti M.  Estensore: Levi G.  Relatore: Levi G.  P.M. Russo RG. (Conf.)
Della Cioppa ed altro (Anastasio ed altro) contro Milano Assic. Spa ed altri (Augeri ed altro)
(Sentenza impugnata: App. Napoli, 5 Febbraio 2003)

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. FANTACCHIOTTI Mario - Presidente -
Dott. CALABRESE Donato - Consigliere -
Dott. TALEVI Alberto - Consigliere -
Dott. TRAVAGLINO Giacomo - Consigliere -
Dott. LEVI Giulio - rel. Consigliere -
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso proposto da:

DELLA CIOPPA ANTONIO, AVINO BIANCA, elettivamente domiciliati in ROMA VLE MEDAGLIE D'ORO 93, presso lo studio dell'avvocato ANGELO LOVELLI, difesi dall'avvocato ANASTASIO VINCENZO con studio in 80046 S. Giorgio a Cremano (NA), Via Don Morosino n. 97, giusta delega in atti;
- ricorrenti -
contro
MILANO ASSICURAZIONI SPA, quale incorporante per fusione la Card Assicurazioni SpA, in persona del legale rappresentante e procuratore speciale dr. Cantarale Ivano, elettivamente domiciliata in ROMA P.ZZA LOTARIO 8, presso lo studio dell'avvocato ANTONIO GURGO, difesa dall'avvocato AUGERI ERASMO, giusta delega in atti;
- controricorrente -
e contro
CARD ASSICURAZIONI, NOBILE GIUSEPPINA, NOBILE GIUSEPPE, URBANO MARIA GIUSEPPINA, SIMONELLI GIANNI, SIMONELLI ORNELLA, SIMONELLI ROBERTO;
- intimati -
avverso la sentenza n. 411/03 della Corte d'Appello di NAPOLI, quarta sezione civile, emessa il 25/09/02, depositata il 5/02/03, R.G. 2096/99;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 14/03/08 dal Consigliere Dott. Giulio LEVI;
udito l'Avvocato Antonio GURGO (per delega Avv. Erasmo AUGERI, depositata in udienza);
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. RUSSO Rosario Giovanni, che ha concluso per la inammissibilità ex art. 366 c.p.c. o manifesta infondatezza; condanna di parte ricorrente alle spese.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Della Cioppa ed Avino, trasportati nel veicolo di Nobile Giuseppina, guidato da Nobile Giuseppe, ed assicurato, per la r.c.a. con la società Lloyd Internazionale, hanno riportato lesioni a causa di scontro con un veicolo di proprietà di Simonelli Giovan Battista, guidato da Simonelli Roberto ed assicurato, per la r.c.a. con la società Lloyd Internazionale.
Hanno chiesto, conseguentemente, il risarcimento dei danni subiti, esercitando azione contrattuale (trasporto a titolo gratuito) sia nei confronti del conducente del veicolo in cui erano trasportati (Nobile Giuseppe) sia nei confronti della proprietaria del veicolo (Nobile Giuseppina) sia nei confronti della società assicuratrice Lloyd Internazionale (ora Milano s.p.a.) del veicolo in cui erano trasportati.
Nobile Giuseppina, con separata azione giudiziaria, ha a sua volta chiesto i danni riportati dal proprio veicolo al figlio Giuseppe che lo guidava.
Nobile Giuseppe si è difeso sostenendo che l'incidente è imputabile alla imprudente condotta di guida del conducente del veicolo antagonista (Simonelli Roberto) per cui ha chiamato in causa quest'ultimo, Simonelli Giovan Battista (per il quale sono ora presenti gli eredi Simonelli Urbano Maria Giuseppina e Simonelli Giovanni, essendo lo stesso deceduto) e la società assicuratrice Card spa (ora Milano Assicurazioni, incorporante). Le due cause sono state riunite.
Il tribunale, ritenendo che il sinistro si è verificato per esclusiva responsabilità di Simonelli Roberto, ha accolto sia la domanda di Nobile Giuseppina contro il figlio Nobile Giuseppe, responsabile, in quanto comodatario, dei danni comunque riportati dal veicolo detenuto, sia la domanda di rivalsa di quest'ultimo contro i Simonelli e la società Card (ora Milano Assicurazioni); ha, invece, respinto la domanda proposta da Della Coppa e da Avino solo nei confronti della proprietaria e del conducente del veicolo in cui gli stessi erano trasportati (e non anche nei confronti dei Simonelli).
La Corte dì appello ha rigettato l'appello proposto da Della Coppa e Avino perché ha ritenuto che la accertata grave responsabilità del Nobile (Giuseppe) fosse sufficiente per escludere la presunzione di responsabilità a carico del conducente del veicolo in cui il Della Coppa e l'Avino stessi erano trasportati. Questa sentenza è stata impugnata dal Della Coppa e dall'Avino con ricorso per cassazione.
La società Milano Assicurazioni s.,p.a. (incorporante della società Card) resiste con controricorso.
Le altre parti non hanno spiegato attività difensiva.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Denunciando la violazione dell'art. 1681 c.c. e contraddittorietà della motivazione, i ricorrenti sostengono che la Corte di merito ha errato nel non accogliere la domanda da loro proposta nei confronti della proprietaria e del conducente del veicolo in cui erano trasportati dato che essi godevano di una presunzione di colpa che li assolveva dall'onere di prova della respomnsabilità del conducente del veicolo in cui erano trasportati.
Evidenziano poi la contraddittorietà della decisione del tribunale che ha condannato Nobile Giuseppe a pagare i danni a Nobile Giuseppina in forza di un rapporto contrattuale (comodato del veicolo) e non ha adottato lo stesso metro nei loro confronti. Il motivo è manifestamente infondato.
La Corte non ha affatto ignorato il principio dell'art. 1681 c.c. ma ha solo rilevato che la presunzione di responsabilità che tale norma pone a carico del vettore, nel contratto di trasporto (sia esso gratuito sia esso oneroso) deve, nel caso specifico, ritenersi superata dalla prova che il sinistro è stato provocato esclusivamente dalla imprudente condotta di guida del veicolo antagonista a quello in cui il Della Coppa e l'Avino erano trasportati e dalla conseguente prova liberatoria fornita in tal modo dal trasportatore.
Tale argomento è affatto corretto sotto il profilo giuridico e coerente sotto il profilo logico essendo del tutto pacifico, nella giurisprudenza di questa Corte, che la presunzione di responsabilità che la disposizione dell'art. 1681 c.c. pone a carico del vettore per i danni riportati dal trasportato durante il trasporto è esclusa dalla prova dell'adempimento, da parte del vettore, dell'obbligo di adottare tutte le misure idonee ad evitare il danno e che tale prova può anche essere indirettamente offerta dalla rigorosa prova della responsabilità esclusiva del fatto del terzo (sent. n. 1649 del 28/04/1975 - Rv. 375257 - sent n. 2181 del 27/10/1970 - Rv. 348332). Del tutto priva di interesse, per i ricorrenti, la censura che investe la pronuncia sulla domanda risarcitoria proposta dalla Nobili nei confronti del figlio sulla base del rapporto di comodato che consentiva al secondo di servirsi dell'auto della madre. Il ricorso deve essere conseguentemente respinto con la condanna, in solido, dei ricorrenti al pagamento delle spese del giudizio in cassazione, liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte, rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti, in solido, al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio in cassazione, liquidate in Euro 1.500,00 di cui Euro 1.400,00 per onorari ed Euro 100,00 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della terza sezione civile, il 14 marzo 2008.
Depositato in Cancelleria il 19 maggio 2008


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