massime 
Corte di Cassazione
Sez. 2, Sentenza n. 16964 del 20 giugno 2008
Presidente: Rovelli LA.  Estensore: Malpica E.  Relatore: Malpica E.  P.M. Scardaccione EV. (Conf.)
Pref. Avellino (Avv. Gen. Stato) contro Buono (Non Cost.)
(Sentenza impugnata: Giud. pace Mirabella Eclano, 24 Giugno 2004)

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. ROVELLI Luigi Antonio - Presidente -
Dott. SCHERILLO Giovanna - Consigliere -
Dott. MALPICA Emilio - rel. Consigliere -
Dott. FIORE Francesco Paolo - Consigliere -
Dott. CORRENTI Vincenzo - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso proposto da:

PREFETTURA DI AVELLINO, in persona del Prefetto pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
- ricorrente -
contro
BUONO MORENA;
- intimata -
avverso la sentenza n. 55/04 del Giudice di pace di MIRABELLA ECLANO, depositata il 24/06/04;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 16/05/08 dal Consigliere Dott. Emilio MALPICA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SCARDACCIONE Eduardo Vittorio, che ha concluso per l'accoglimento del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso 21.2.2002 Buono Morena, nella sua qualità di amministratore unico della soc. ITAL-SUD s.r.l. propose opposizione davanti al giudice di pace di Mirabella Eclano avverso l'ordinanza del prefetto di Avellino con la quale era stato ingiunto il pagamento della somma di L. 4.000.000 per violazione dell'art. 74 C.d.S., commi 3 e 6, in quanto l'autocarro Fiat 190 F 35 della società "presentava la targhetta del costruttore diversa da quella risultante dalla carta di circolazione".
La prefettura si costituì instando per il rigetto dell'opposizione. Il giudice di pace, all'esito dell'istruttoria, con sentenza 15.4.2004,accolse l'opposizione e annullò l'ordinanza-ingiunzione, condannando la prefettura alla rifusione delle spese del giudizio. A fondamento della decisione il giudice di pace osservò che la targhetta di identificazione della cabina del trattore-autocarro non era stata ne' contraffatta, ne' asportata, ne' alterata, e tantomeno sostituita, in quanto - come emerso dalle prove testimoniali e documentali - la opponente aveva sostituito l'intera cabina (con la relativa targhetta originale) in precedenza appartenuta ad altro veicolo, ed acquistata come pezzo di ricambio dalla ditta Buono Fernando che a sua volta l'aveva legittimamente acquistata da una concessionaria Fiat di Napoli; con-seguentemente, a parere del giudice di pace, non era applicabile al caso di specie la disposizione dell'art. 74 C.d.S., comma 6, finalizzata esclusivamente ad evitare la ricettazione di pezzi di ricambio provenienti da veicoli rubati o il montaggio di ricambi non idonei; nella specie, infatti, era stato rispettato lo scopo della norma, in quanto la cabina era stata legittimamente acquistata ed era identica per marca e tipo a quella sostituita.
Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso il Prefetto di Avellino per il tramite dell'Avvocatura dello Stato, in forza di un unico motivo. Non ha svolto difese l'intimato.

MOTIVI DELLA DECISIONE

L'avvocatura erariale denuncia violazione e falsa applicazione dell'art. 74 C.d.S., comma 6, nonché della L. n. 689 del 1981, artt. 21, 22, 22 bis e 23. Assume che gli agenti avevano accertato che il veicolo circolava con targhetta diversa, recante anche il numero del telaio del mezzo cui la stessa originariamente apparteneva; l'art. 74 C.d.S., comma 6, ad avviso dell'avvocatura dello Stato, sanziona chi "sostituisce" la targhetta e nessuna rilevanza poteva avere il fatto che il veicolo avesse superato due precedenti revisioni, in quanto era comunque incontestata la violazione della disposizione in parola.
Il ricorso è fondato. Il giudice di pace, ritenendo che la disposizione in esame sia esclusivamente finalizzata ad evitare ricettazione di parti di veicoli, ha escluso l'illecito contestato sulla base dell'accertata legittimità della provenienza della cabina sostituita. Deve invece osservarsi che la disposizione dell'art. 74 C.d.S., comma 6, è finalizzata a consentire in ogni momento la identificazione del mezzo attraverso la assegnazione ad esso di un numero registrato nella documentazione in possesso della Motorizzazione civile. Nel caso di specie il veicolo conteneva una targhetta di identificazione - con relativa indicazione del numero di telaio appartenente ad altro veicolo, sicché attraverso il numero in questione non sarebbe stato possibile identificare il veicolo originario al quale era stata sostituita la cabina, facendo detto numero riferimento al veicolo dal quale la cabina era stata asportata. D'altronde ove si renda necessaria la sostituzione di parti rilevanti del veicolo, tra cui quella sulla quale è apposta la targhetta identificativa, soccorre la disposizione di cui allo stesso art. 74 C.d.S., comma 3, il quale prevede in via generale che nell'ipotesi in cui in numero di identificazione del telaio o della struttura "sia contraffatto, alterato, manchi o sia illeggibile" il proprietario deve farlo sostituire presso gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri. Tale procedura certamente doveva essere seguita nel caso di specie perché, a seguito della sostituzione della cabina, si rendeva necessario rendere nuovamente identificabile il nuovo veicolo risultante dall'assemblamento delle parti appartenenti a veicoli diversi. Il mancato espletamento della procedura integra la violazione della disposizione in discorso, con conseguente legittimità dell'ordinanza irrogativa della sanzione amministrativa.
La sentenza deve essere quindi cassata senza rinvio, atteso che la mancanza di altri motivi di opposizione consentono a questa Corte di pronunciare nel merito rigettando l'opposizione proposta da Buona Morena nella sua qualità di amministratore della soc. Ital-Sud. L'incertezza della questione trattata consiglia la compensazione delle spese dell'intero giudizio.

P.Q.M.

La corte accoglie il ricorso, cassa senza rinvio la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l'opposizione proposta da Buona Morena nella qualità, compensando le spese dell'intero giudizio.
Così deciso in Roma, il 16 maggio 2008. Depositato in Cancelleria il 20 giugno 2008


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