testo 
  Corte di Cassazione
Sez. U, Sentenza n. 19595 del 17/07/2008
Presidente: Carbone V.  Estensore: Amoroso G.  Relatore: Amoroso G.  P.M. Nardi V. (Conf.)
Trump (Scognamiglio) contro Batani (Marchese)
(Sentenza impugnata: App. Genova, 10 novembre 2005)

GIURISDIZIONE CIVILE - STRANIERO (GIURISDIZIONE SULLO) - OBBLIGAZIONI SORTE O DA ESEGUIRSI IN ITALIA - Lavoro nautico - Applicazione dei criteri posti dall'art. 3, comma 2, della legge n. 218 del 1995 - Riferimento ai criteri stabiliti dalle sezioni 2, 3 e 4 della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 - Necessità - Applicabilità residuale del criterio della competenza per territorio (art. 603 cod. nav.) - Configurabilità - Criterio di collegamento di cui all'art. 5, primo comma, n. 1) della Convenzione di Bruxelles - Individuazione - Fattispecie relativa a prestazione lavorativa su natante rimasto per prolungato periodo in porto italiano - Operatività residuale dell'art. 603 cod. nav. - Possibilità.

  Tratt. Internaz. 27/09/1968 art. 5 
  Tratt. Internaz. 27/09/1968 art. 6 
  Legge 21/06/1971 num. 804 
  Legge 31/05/1995 num. 218 art. 3 
  Cod. Navig. art. 603

In tema di giurisdizione relativa a rapporto di lavoro nautico, ove non ricorrano i presupposti dell'art. 3, comma 1, della legge n. 218 del 1995 - secondo cui la giurisdizione italiana sussiste quando il convenuto è domiciliato o residente in Italia o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio "ex" art. 77 cod. proc. civ. - occorre fare riferimento ai due ulteriori criteri di collegamento posti dal comma 2 dello stesso art. 3, i quali identificano le ipotesi in cui il giudice italiano è fornito di giurisdizione richiamando ("in parte qua", sì che non vale il limite del domicilio in uno stato contraente per l'applicazione della convenzione) da una parte (comma 2, primo periodo) i criteri stabiliti dalle sezioni 2, 3 e 4 del titolo II della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 (ratificata e resa esecutiva con legge n. 804 del 1971, e successive modificazioni) tra i quali rileva il luogo di abituale svolgimento dell'attività lavorativa o quello dello stabilimento di assunzione (art. 5, primo comma, n.1), e dall'altra (comma 2, secondo periodo) residualmente secondo un'interpretazione costituzionalmente orientata sulla base dell'art. 6 della convenzione Europea dei diritti dell'uomo i criteri previsti per la competenza per territorio, nella specie, dall'art. 603 cod. nav. che prevede l'ipotesi della nave iscritta nel registro nautico italiano e quella della conclusione, esecuzione o cessazione del rapporto in Italia. Ne consegue che la giurisdizione del giudice italiano sussiste, in base all'art. 5, primo comma, n. 1, della citata Convenzione, nell'ipotesi in cui in Italia sia situato "lo stabilimento presso il quale il lavoratore è stato assunto",ravvisabile nel caso di imbarco ed esecuzione della prestazione lavorativa su natante rimasto inizialmente, per un prolungato periodo di tempo, in un porto italiano, nonché che se si ritenesse inapplicabile l'art. 5 suddetto, la giurisdizione sarebbe comunque del giudice italiano, sulla base dell'art. 603 cit., che dà rilievo alla conclusione , esecuzione o cessazione del rapporto di lavoro in Italia.


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