massime 
Corte di Cassazione
Sez. 5, Sentenza n. 21174 del 06 agosto 2008
Presidente: Saccucci B.  Estensore: Marigliano E.  Relatore: Marigliano E.  P.M. Gambardella V. (Conf.)
Riva Fire Spa (Lupi ed altri) contro Min. Finanze ed altri (Avv. Gen. Stato)
(Sentenza impugnata: App. Torino, 18 febbraio 2005)

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TRIBUTARIA
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. SACCUCCI Bruno - Presidente -
Dott. SOTGIU Simonetta - Consigliere -
Dott. CARLEO Giovanni - Consigliere -
Dott. MARIGLIANO Eugenia - rel. Consigliere -
Dott. MELONCELLI Achille - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso proposto da:

RIVA FIRE SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA IV NOVEMBRE 149, presso lo studio ASSOCIATO BERENGHI & STROBINO, rappresentato e difeso dagli avvocati LUPI RAFFAELLO, LUCISANO CLAUDIO, giusta delega in calce;
- ricorrente -
contro
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
- controricorrente -
e contro
AGENZIA DELLE DOGANE, in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
- controricorrente -
avverso la sentenza n. 257/05 della Corte d'Appello di TORINO, depositata il 18/02/05;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 03/06/08 dal Consigliere Dott. Eugenia MARIGLIANO;
udito per il ricorrente l'Avvocato TOMASSETTI, su delega dell'Avvocato LUCISANO, che ha chiesto l'accoglimento;
udito per il resistente l'Avvocato ALBENZIO, che ha chiesto il rigetto;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. GAMBARDELLA Vincenzo, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

FATTO

La società River Fire SpA (già River Acciaio SpA), proprietaria di imo stabilimento siderurgico in Lesegno(CN) conveniva in giudizio in data 5.6.2001 innanzi al Tribunale di Torino il Ministero dell'economia e delle finanze, a seguito di intervenuti rifiuti, per sentirsi riconosciuto il diritto di rimborso degli importi indebitamente versati in relazione alla mancata applicazione dell'aliquota agevolata prevista dal punto 4, tabella A, allegata al D.Lgs. n. 504 del 1995, in relazione ai consumi di gasolio impiegato per il trasporto ferroviario di rottami ferrosi e altri prodotti che la società effettua, mediante locomotori diesel di sua proprietà, sulla rete non elettrificata all'interno del suo stabilimento da e per i singoli capannoni. Resisteva il Ministero e la neo costituita Agenzia delle dogane.
Il Tribunale accoglieva integralmente la domanda condannando l'A.F. a rimborsare i maggiori importi versati con gli interessi dalla domanda giudiziale. Appellava l'A.F. contestando l'interpretazione data dal Tribunale alla norma. La Corte di appello di Torino, condividendo la tesi pubblica, riformava la sentenza di primo grado ritenendo che l'agevolazione spettasse solo per i trasporti ferroviari destinati alla collettività per l'intento di decongestionare il traffico su gomma e diminuire l'inquinamento atmosferico.
Avverso detta decisione propone ricorso per cassazione la società River Fire S.p.A. con unico motivo. Il Ministero dell'economia e delle finanze e l'Agenzia delle dogane resistono con controricorso.

DIRITTO

Con l'unica censura si denuncia la violazione o falsa applicazione del punto 4, tabella A, allegata al D.Lgs. n. 504 del 1995, per non essere stato riconosciuto il diritto all'agevolazione parziale nel pagamento dell'accisa relativa al carburante per il trasporto ferroviario eseguito all'interno dello stabilimento, dando alla norma un'interpretazione restrittiva e non conforme alla direttiva europea. Il ricorso è infondato.
Non sussiste nella specie alcuna violazione di legge ne' rispetto al testo unico sulle accise (D.Lgs. n. 504 del 1995), ne' tanto meno nei confronti della direttiva europea n. 92/81.
Ambedue le normative si esprimono con la stessa generica dizione. Il T.U., nella tabella A, che elenca gli impieghi degli oli minerali che comportano l'esenzione dell'accisa o l'applicazione di un'aliquota ridotta, elenca tra diversi impieghi al n. 4: " impiego nei trasporti ferroviari di passeggeri e merci". Allo stesso modo si esprime la direttiva europea sopracitata la quale, nel disporre che, "fatte salve altre disposizioni comunitarie, gli Stati membri possono applicare riduzioni totali o parziali dell'aliquota dell'accisa agli oli minerali usati sotto il controllo fiscale", all'art. 7, comma 2, lett. c), include tra i possibili beneficiari il "settore dei trasporti ferroviari di passeggeri e merci". Come si rileva la dizione è identica ed estremamente generica, ma il riferimento così ampio a passeggeri e merci fa senza dubbio desumere un uso pubblicistico del servizio cioè riferito all'intera comunità. Nella specie, invece, si tratta di un servizio meramente privato di economia industriale, all'interno di uno stabilimento appartenente alla stessa società che è proprietaria sia della linea ferroviaria, che dello stabilimento che dei materiali trasportati, per cui questi ultimi fino al momento della loro uscita dallo stabilimento non potrebbero nemmeno essere definiti merci, ma materiali soggetti a lavorazione prima e, una volta finito l'iter industriale, prodotto finito.
Non sussiste, invero, nemmeno la violazione dei principi espressi dalla direttiva europea che, a prescindere dalla stessa destinazione del servizio per cui valgono le considerazioni sopra espresse, dato l'uso del verbo "potere", non vincola in alcun modo gli Stati membri, lasciando invece alla loro discrezionalità la concessione o meno delle agevolazioni fiscali.
Conclusivamente, dichiarata assorbita ogni altra eventuale censura, il ricorso deve essere respinto. Tuttavia, data la novità della questione dibattuta, si ritiene equo compensare le spese processuali di questa fase di giudizio.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, il 3 giugno 2008. Depositato in Cancelleria il 6 agosto 2008


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