massime 
Corte di Cassazione
Sez. U, Ordinanza n. 27618 del 21 novembre 2008
Presidente: Criscuolo A.  Estensore: Nappi A.  Relatore: Nappi A.  P.M. Ceniccola R. (Conf.)
Regione Calabria (Naimo ed altri) contro Azienda Mobilita' Citta' Catanzaro ed altri (Mirigliani)
(Sentenza impugnata: Cons. Stato, Roma, 22 giugno 2007)

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONI UNITE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. CRISCUOLO Alessandro - Primo Presidente f.f. -
Dott. ELEFANTE Antonio - Presidente di sezione -
Dott. PREDEN Roberto - Presidente di sezione -
Dott. MENSITIERI Alfredo - Consigliere -
Dott. MERONE Antonio - Consigliere -
Dott. PICONE Pasquale - Consigliere -
Dott. FINOCCHIARO Mario - Consigliere -
Dott. FORTE Fabrizio - Consigliere -
Dott. MORCAVALLO Ulpiano - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:

Regione Calabria, domiciliata in Roma, via G. Nicotera 29, presso l'avv. A. Casalinuovo, rappresentata e difesa dall'avv. NAIMO G. e dall'avv. M. Calogero, dell'avvocatura regionale;
- ricorrente -
contro
Autoservizi Bressi s.n.c., domiciliata in Roma, via Lisbona 9, presso l'avv. ZIMATORE V., che la rappresenta e difende come da mandato a margine del controricorso;
- controricorrente -
contro
A.M.C., Azienda per la mobilità di Catanzaro, s.p.a., domiciliata in Roma, via della Frezza 59, presso l'avv. R. Mirigliani, che la rappresenta e difende, come da mandato a margine del controricorso;
- controricorrente -
contro
Bilotta Antonio s.r.l., Ferrovie della Calabria s.r.l.;
- intimati -
avverso la decisione n. 3468/2007 del Consiglio di Stato, depositata il 22 giugno 2007;

Letta la relazione scritta del Consigliere dott. Aniello Nappi;
uditi i difensori, avv. Calogero, per la ricorrente, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso, avv. Lirosi delegato per AMC e avv. Zimatore per Autoservizi Bressi, che ne hanno chiesto il rigetto.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con la decisione impugnata il Consiglio di Stato ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo e ha disposto la rimessione all'Autorità giudiziaria ordinaria degli atti relativi alla domanda proposta dalla Autoservizi Bressi s.n.c. per l'integrale erogazione dei contributi annuali al servizio di trasporto pubblico locale dovutile dalla Regione Calabria in applicazione della Legge Quadro Statale n. 151 del 1981 e della L.R. n. 7 del 1982. La società ricorrente aveva lamentato che la Giunta regionale, con la delibera impugnata, avesse disposto solo anticipazioni per gli anni dal 1987 al 1996, determinate in misura inferiore a quella dovuta.
Richiamata la conforme giurisprudenza delle Sezioni Unite civili della Corte di cassazione, il Consiglio di Stato ha ritenuto che i contributi richiesti abbiano natura di corrispettivi, la cui determinazione è sottratta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, quando, essendone stato già riconosciuto il diritto, come nel caso in esame, non sia in discussione un potere discrezionale dell'Amministrazione, bensì solo la liquidazione del credito spettante all'impresa di servizio pubblico. Contro la decisione del Consiglio di Stato ricorre ora per cassazione la Regione Calabria e propone due motivi d'impugnazione, cui resistono la Autoservizi Bressi s.n.c., che ha tempestivamente depositato il suo controricorso, e la A.M.C., s.p.a., che ha depositato tardivamente il suo controricorso.
Non hanno spiegato difese la Bilotta Antonio s.r.l. e la Ferrovie della Calabria s.r.l..
Hanno depositato memorie la Regione ricorrente e la A.M.C., s.p.a..

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo la ricorrente deduce erroneo riconoscimento della giurisdizione del giudice ordinario, in violazione del D.Lgs. n. 80 del 1998, art. 33 in relazione alla sentenza costituzionale n. 204 del 2004, degli artt. 103 e 113 Cost., della L. n. 1034 del 1971, artt. 2 e 5 dei principi generali in materia di riparto di giurisdizione.
Sostiene che la Autoservizi Bressi s.n.c. aveva dedotto in giudizio, non un diritto soggettivo, ma un interesse legittimo, assumendone la lesione nell'esercizio di un potere discrezionale
dell'Amministrazione, in quanto con il ricorso al giudice amministrativo aveva chiesto l'annullamento per violazione di legge ed eccesso di potere della delibera regionale, lamentando l'inadeguata liquidazione del contributo.
Tale impostazione viene ribadita nella memoria tempestivamente depositata, nella quale si deduce che la relazione ex art. 380 bis c.p.c. risulta condizionata da un'erronea interpretazione della domanda della società Bressi, che aveva in realtà impugnato la determinazione dell'entità del contributo liquidatole dalla regione. Sennonché, come risulta dal ricorso proposto al T.A.R. dalla Autoservizi Bressi s.n.c., nel caso in esame non è in realtà in discussione la spettanza dei contributi richiesti dalla Bressi, bensì i criteri per la loro determinazione.
La regione infatti ha stabilito di determinarli sulla base degli effettivi disavanzi di bilancio delle imprese di trasporto. La Autoservizi Bressi s.n.c. sostiene che il criterio legale di determinazione è invece quello dei costi standard definiti dalla regione.
In ogni caso si tratta tuttavia di criteri tecnici, che nulla lasciano alla discrezionalità amministrativa ai fini della determinazione dell'entità del credito controverso. Sicché è certamente di diritto soggettivo la pretesa fatta valere in giudizio dalla società creditrice.
Il motivo di impugnazione è dunque manifestamente infondato, risultando ormai più volte ribadito da una consolidata giurisprudenza di questa Corte che, "in tema di sovvenzioni a concessionari di pubblico servizio di trasporto, nella Regione Calabria, ai sensi della L.R. 24 marzo 1982, n. 7 (Fondo per il ripiano dei disavanzi di esercizio delle aziende pubbliche e private che esercitano pubblici servizi di trasporto locali), come modificata dalla L.R. 11 luglio 1983, n. 22, una volta che la Giunta regionale abbia individuato le imprese concessionarie aventi diritto al contributo, a titolo di acconto o definitivo, e abbia determinato, esprimendo anche valutazioni relative alle disponibilità di bilancio, la misura dei contributi spettanti, deve ritenersi che l'amministrazione regionale abbia esaurito il proprio potere discrezionale, giacché con il successivo atto di erogazione, di spettanza del Presidente della Giunta regionale, si esercita soltanto un compito di verifica, in capo al concessionario richiedente, della sussistenza dei requisiti predeterminati dalla legge regionale e dall'atto dell'amministrazione, senza che residui spazio alcuno di discrezionalità. Ne deriva che, a seguito del detto provvedimento della Giunta regionale, la posizione del concessionario richiedente, in relazione all'erogazione di acconti sui contributi, si configura come di diritto soggettivo, indipendentemente dall'emanazione del decreto presidenziale, e la relativa controversia spetta pertanto alla cognizione del giudice ordinario, il quale può apprestare, al concessionario avente diritto, una tutela consistente anche nella condanna dell'amministrazione ad emettere l'atto concreto di erogazione" (Cass., sez. un., 25 ottobre 2004, n. 20645, m. 577812, Cass., sez. un., 4 luglio 2006, n. 15216, m. 589881, Cass., sez. un., 16 maggio 2008, n. 12372, m. 603328).

2. Con il secondo motivo la ricorrente eccepisce che il Consiglio di Stato, nel rilevare il difetto di giurisdizione in grado d'appello, abbia violato il giudicato sulla giurisdizione formatosi in seguito alla decisione del T.A.R. nel merito del ricorso, in quanto la pronuncia di implicito riconoscimento della giurisdizione del giudice amministrativo non era stata censurata da nessuna delle parti. Questo motivo è inammissibile, in quanto è indiscusso nella giurisprudenza di questa Corte che "la violazione del giudicato non può essere dedotta come motivo di ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione avverso le decisioni del Consiglio di Stato, trattandosi di doglianza che non attiene al superamento dei limiti esterni della giurisdizione del giudice amministrativo" (Cass., sez. un., 9 marzo 2005, n. 5077, m. 579831, Cass., sez. un., 20 novembre 2007, n. 24002, m. 600741).

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al rimborso delle spese in favore dei resistenti Autoservizi Bressi e A.M.C., liquidandole in complessivi Euro 3.200,00 di cui Euro 3.000,00 per onorari, quanto alla Bressi, e in complessivi Euro 1.700,00 di cui Euro 1.500,00 per onorari, quanto alla A.M.C., oltre spese generali e accessori come per legge.
Così deciso in Roma, il 14 ottobre 2008. Depositato in Cancelleria il 21 novembre 2008  


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