massime 
  Corte di Cassazione
Sez. 3, Sentenza n. 11704 del 20/05/2009
Presidente: Varrone M.  Estensore: Calabrese D.  Relatore: Calabrese D.  P.M. Pivetti M. (Conf.)
Colombo ed altro (Colombo Elda ed altri) contro Meridiana Spa (Persiani ed altro)
(Sentenza impugnata: Trib. Firenze, 14/02/2005)
 
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. VARRONE Michele - Presidente -
Dott. FICO Nino - Consigliere -
Dott. MASSERA Maurizio - rel. Consigliere -
Dott. AMATUCCI Alfonso - Consigliere -
Dott. VIVALDI Roberta - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso proposto da:

COLOMBO ELDA c.f. CLMLNG59H57L219O, RISPOLI GREGORIO c.f. RSPGGR42E03F158T, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA A POLLIO 30, presso lo studio dell'avvocato CARAMANICO GIUSTINO, rappresentati e difesi da sè medesimi;
- ricorrenti -
contro
MERIDIANA SPA, c.f. 05875940156, in persona del suo Amministratore Delegato e legale rappresentante Sig. ROSSI GIOVANNI, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TOSCANA 10, presso lo studio dell'avvocato PERSIANI ROMOLO, che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato RIZZO ANTONIO giusta delega a margine del controricorso;
- controricorrente -
avverso la sentenza n. 521/2005 del TRIBUNALE di FIRENZE 3^ SEZIONE CIVILE, emessa il 04/02/2005, depositata il 14/02/2005; R.G.N. 7168/2001;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 24/03/2009 dal Consigliere Dott. DONATO CALABRESE;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. PIVETTI MARCO che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 IN FATTO E DIRITTO

Gli Avv.ti Elda Colombo e Gregorio Rispoli con citazione notificata il 28.12.2000 convenivano dinanzi al Giudice di pace di Firenze la Meridiana spa per sentire accertare la sua responsabilità per i danni da loro subiti come conseguenza dell'inesatto adempimento al contratto di trasporto aereo sulla tratta Palermo-Firenze per il giorno 18.10.1999 ore 20,50 che non aveva avuto luogo e perciò per essere stati imbarcati sul volo solo al mattino successivo. La società convenuta si costituiva in giudizio eccependo la prescrizione ai sensi dell'art. 418 c.n. del diritto al risarcimento azionato dagli attori, nonché la infondatezza della domanda perché il ritardo nell'esecuzione del trasporto era dipeso da causa di forza maggiore (condizioni metereologiche avverse).
Il Giudice di pace con sentenza del 12.9.2001 respingeva la domanda ritenendo prescritto ai sensi dell'art. 418 cit. il diritto azionato. Gli attori proponevano appello deducendo che il giudice di primo grado aveva erroneamente applicato la prescrizione semestrale di cui alla detta norma anziché la prescrizione annuale di cui alla L. 27 dicembre 1977, n. 1084, art. 30, comma 3 relativa al contratto di viaggio.
La società appellata si costituiva in giudizio sostenendo l'applicabilità dell'art. 428 c.n. in relazione ai diritti derivanti dal contratto aereo, applicandosi la L. n. 1084 del 1977 soltanto alla diversa fattispecie del contratto di viaggio; confermava nel merito l'esistenza di inadempimento alla medesima non imputabile. Il Tribunale di Firenze con la sentenza del 14.2.2005 rigettava l'appello, confermando la decisione impugnata.
Per la cassazione gli Avv.ti Elda Colombo e Gregorio Rispoli hanno proposto ricorso in base ad un articolato motivo. La Meridiana spa ha resistito con controricorso.
Ciò posto, con l'unico motivo i ricorrenti denunciano la violazione degli artt. 1679, 1680 e 2951 c.c. e art. 418 c.n..
Lamentano: 1) che il Tribunale di Firenze, giudice di appello, ha dichiarato prescritto il diritto al risarcimento del danno, da essi dedotto per il mancato adempimento del contratto di trasporto aereo, applicando nella specie il termine di prescrizione per far valere il diritto di sei mesi previsto dall'art. 418 c.n. in combinato disposto con l'art. 1680 c.c., anziché applicare il termine di prescrizione previsto per il contratto di trasporto in generale di un anno, di cui all'art. 2951 c.c. in relazione all'art. 1679 c.c.; 2) che il giudice d'appello ha errato nel ritenere che il richiamo da essi fatto al cd. "contratto di viaggio", di cui alla L. n. 1084 del 1977, con conseguente valenza del termine prescrizionale di cui all'art. 30 della stessa (di un anno), costituiva domanda nuova proposta in appello, come tale inammissibile.
Il motivo non può ricevere accoglimento sotto entrambi i profili. Mette conto rilevare, sub 1), che l'art. 1680 c.c. stabilisce che le disposizioni generali sul contratto di trasporto si applicano anche ai trasporti per via d'acqua o per via d'aria, in quanto non siano derogate dal codice della navigazione: questo principio si deve ritenere che valga anche per il rapporto tra norme che regolano la prescrizione, per il contratto di trasporto in genere (art. 2951 c.c.) e per quello marittimo ed aereo (artt. 418 e 949 c.n.) (v. Cass. n. 17444/2006).
La prescrizione applicabile, nel caso di diritti derivanti dal contratto di trasporto di persone, per nave o aereo, non è pertanto quella di un anno stabilita dall'art. 2951 c.c. ma quella di sei mesi, decorrenti dalla data dell'arrivo o, in caso di mancato arrivo, dalla data in cui il passeggero avrebbe dovuto arrivare, che è prevista dall'art. 418 c.n., comma 1 e che, in forza dell'art. 949 c.n., si applica anche al trasporto aereo.
Nella specie, dunque, si palesa conforme agli esposti precetti la decisione del Tribunale di Firenze, giudice d'appello, qui impugnata, che ha ritenuto che nella specie - in cui gli attori odierni ricorrenti hanno agito per fare accertare l'inadempimento della compagnia aerea Meridiana al contratto di trasporto aereo di persone con la medesima concluso per il volo sulla tratta Palermo/Firenze in relazione al ritardo col quale detto volo sarebbe avvenuto - la prescrizione del diritto al risarcimento per danni era maturata alla data della relativa domanda, per il decorso del termine di sei mesi. La pretesa, d'altro canto, anche nel caso dovesse trovare applicazione la normativa dettata dalla L. n. 1084 del 1977, art. 30 e la prescrizione di un anno prevista dallo stesso - sub 2) del motivo di ricorso - è stata ritenuta inammissibile dal Tribunale. Il quale, posto che la detta normativa è relativa al contratto di viaggio o turistico del quale, peraltro, ne ha escluso con adeguata motivazione la configurabilità nel caso in esame, ha rilevato infatti che tale pretesa costituiva una modifica della domanda in sede di appello, rispetto alla domanda originaria fondata sul contratto di trasporto aereo di persone.
Il ricorso, quindi, è rigettato. I ricorrenti sono condannati in solido, per il principio della soccombenza, alle spese di questo giudizio, liquidate nel dispositivo.

P.Q.M.

LA CORTE
rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti in solido alle spese del giudizio di Cassazione, liquidate in Euro 1.100,00, di cui Euro 1.000,00 per onorari, oltre spese generali e accessori di legge. Così deciso in Roma, il 24 marzo 2009. Depositato in Cancelleria il 20 maggio 2009


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