massime 
  Corte di Cassazione
Sez. 3, Sentenza n. 20756 del 28 settembre 2009
Presidente: Di Nanni LF.  Estensore: D'Amico P.  Relatore: D'Amico P.  P.M. Golia A. (Conf.)
Trasp. Frigoriferi Europei (Frati ed altro) contro Mack Salads (Garbarino ed altri)
(Sentenza impugnata: App. Milano, 24/03/2005)
 
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. DI NANNI Luigi Francesco - Presidente -
Dott. FILADORO Camillo - Consigliere -
Dott. FINOCCHIARO Mario - Consigliere -
Dott. SPIRITO Angelo - Consigliere -
Dott. D'AMICO Paolo - rel. Consigliere -
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso 17542/2005 proposto da:

TFE D.A. TRASPORTI FRIGORIFERI EUROPEI ALIMENTARI SPA d'ora in poi T.F.E. in persona del suo Presidente del C.d.A. Sig. REBOLI SERGIO, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA BISSOLATI 76, presso lo studio dell'avvocato GARGANI Benedetto, che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato FRATI PAOLO giusta delega in calce al ricorso;
- ricorrente -
contro
M&W MACK LTD. (che opera con la denominazione commerciale di MACK SALADS & VEGETABLES) (d'ora innanzi, per brevità "MACK SALADS"), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PIETRO DELLA VALLE 4, presso lo studio dell'avvocato LUCERI Paolo, che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati VERGANI ENRICO, GARBARINO PATRIZIA giusta procura speciale del Dott. Notaio P.A. SMITH in LONDRA 29/7/2005 rep. G771642;
- controricorrente -
avverso la sentenza n. 809/2005 della CORTE D'APPELLO di MILANO Sezione Seconda Civile, emessa l'8/03/2005, depositata il 24/03/2005;
R.G.N. 634/2003;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del 24/06/2009 dal Consigliere Dott. PAOLO D'AMICO;
udito l'Avvocato ROBERTO CATALANO per delega dell'Avvocato BENEDETTO GARGANI;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. GOLIA Aurelio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione notificato il 31.3.2000 la M&W Mack Ttd (Mack Salads & Vegetables) conveniva in giudizio davanti al Tribunale di Milano la T.F.E.-D.A. Trasporti Frigoriferi Europei Alimentari s.p.a..
Esponeva l'attrice: di avere acquistato, nel marzo 1999, da alcuni produttori italiani, partite di pomodori e melanzane; di aver affidato il trasporto di tale merce da Milano a Paddok Wood (Regno Unito) alla T.F.E., tramite gli agenti, inglesi del vettore A.G.N. Linkways Ltd; che la merce era arrivata a destinazione irrimediabilmente danneggiata. La Mack Salads chiedeva pertanto la condanna della T.F.E., quale vettore, al risarcimento dei danni nella misura di L. 70.410.000, oltre accessori.
Instaurato il contraddittorio la T.F.E. eccepiva, preliminarmente, l'incompetenza territoriale del Tribunale di Milano, assumendo la competenza del Tribunale di Parma, ai sensi dell'art. 19 c.p.c.. Nel merito rilevava di non avere mai intrattenuto rapporti con la Mack Salads, avendo avuto l'incarico di eseguire il trasporto dalla A.G.N. alla quale soltanto la Mack Salads avrebbe potuto rivolgere eventuali pretese. Evidenziava di avere già risarcito la A.G.N. (fallita).
Il Tribunale di Milano, con sentenza n. 4631 del 15.4.2002, dopo avere disatteso l'eccezione di incompetenza territoriale, respingeva la domanda condannando Mack Salads al rimborso, a favore della T.F.E. delle spese di lite.
Il Tribunale riteneva che il rapporto contrattuale fosse intercorso tra la Mack Salads e la A.G.N., spedizioniere-vettore la quale, a sua volta, aveva incaricato del trasporto la T.F.E. che si era avvalsa del subvettore Bresci. Quindi, in mancanza di un rapporto contrattuale tra le parti del giudizio, assumeva che nessun diritto potesse vantare l'attrice nei confronti della T.F.E., anche perché il trasporto era stato eseguito da altro soggetto, con cui la convenuta aveva concluso un contratto di subtrasporto. Avverso tale sentenza proponeva appello Mack Salads. Si costituiva T.F.E., contestando i motivi addotti dall'appellante ed insistendo per la conferma della sentenza del Tribunale. La Corte d'Appello condannava la T.F.E. D.A. Trasporti Frigoriferi Europei Alimentari s.p.a. a pagare a Mack Salads la somma di Euro 36.363,73 oltre interessi legali e spese processuali del doppio grado di giudizio.
Proponeva ricorso per cassazione la T.F.E. Resisteva la Mack Salads.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo dei ricorso parte ricorrente denuncia "Violazione e falsa applicazione dell'art. 1411 c.c., in riferimento all'art. 1689 c.c. - Omessa o insufficiente motivazione, in caso di infondatezza della doglianza di cui al suddetto mezzo di gravame, su un punto decisivo della controversia debitamente prospettato da T.F.E.".
L'impugnata sentenza ha affermato: a) che in caso di affidamento dell'esecuzione, totale o parziale, del trasporto di cose ad altro vettore (sub vettore) è configurabile l'ipotesi del contratto a favore di terzo di cui all'art. 1411 c.c.; b) che la qualità di terzo va riconosciuta, anche per il subcontratto, al destinatario la cui adesione, manifestata con la richiesta di riconsegna della merce, corrisponde alla dichiarazione del terzo di voler beneficiare della stipulazione in suo favore; c) che "la Mack Salads era l'unica legittimata ad agire nel confronti del vettore AGN e/o del subvettore TFE e/o dell'altro subvettore Bresci".
Secondo parte ricorrente l'impugnata sentenza è incorsa in un errore di diritto consistente nella falsa applicazione dell'art. 1411 c.c. (in relazione all'art. 1689 c.c.) in quanto, una volta riconosciuta l'autonomia del contratto di trasporto rispetto a quello di sub trasporto, andava conseguentemente affermata l'autonomia dei singoli subcontratti fra loro. In altri termini, la richiesta di consegna della merce trasportata - che produce gli effetti della dichiarazione del terzo di voler approfittare della convenzione stipulata in suo favore - può riguardare, nel caso, solo il contratto di sub- trasporto TFE-Bresci e non il precedente contratto di sub-trasporto A.G.N.-T.F.E..
La tesi è infondata.
L'affidamento dell'esecuzione del trasporto ad un sub vettore configura infatti l'ipotesi di contratto a favore di terzo di cui all'art. 1411 c.c., e tale qualità va riconosciuta, anche per il contratto di subtrasporto, al destinatario (la cui adesione manifestata con la richiesta di riconsegna della merce trasportata corrisponde alla dichiarazione del terzo di voler profittare della stipulazione in suo favore). Ne consegue che il beneficiario, quale destinatario del contratto stesso, è legittimato ad esercitare nei confronti del subvettore i diritti che gli derivano dall'art. 1689 cod. civ., compreso quello di richiedere il risarcimento del danno per 1 perdita o l'avaria delle cose trasportate.
Nella fattispecie per cui è causa, anche se i contratti erano autonomi, legittimata al risarcimento dei danni era pur sempre Mack Salads che poteva quindi rivolgersi a qualunque sub-vettore: infatti, il vettore che abbia stipulato un negozio di sub trasporto assume sempre nei confronti del sub-vettore la posizione di mittente. Legittimato ad esercitare i diritti nascenti dal contratto di trasporto nei confronti del vettore, compreso quello di chiedere il risarcimento del danno, è invece il destinatario, quale beneficiario del contratto, non il mittente (Cass., 14.7.2003, n. 10980; Cass., 7.5.1999, n. 4593).
Non essendo contestato che la merce era stata consegnata alla Mack Salads, quest'ultima era l'unica legittimata ad agire nei confronti della AGN e/o della TFE e/o del vettore Bresci.
Con la seconda parte del primo motivo parte ricorrente denuncia omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia in quanto i Giudici dell'appello non hanno preso in esame il dedotto capitolato di prova.
Anche tale censura è infondata, essendo chiaramente desumibile dall'impugnata sentenza che a nulla sarebbe valso ammettere i capitoli di prova sull'identità dell'ultimo vettore, essendo pacifico che T.F.E. aveva svolto tale ruolo e doveva perciò essere considerata responsabile nei confronti del destinatario delle merci. In altri termini la Corte d'Appello ha sufficientemente chiarito di ritenere il vettore T.F.E. responsabile nei confronti del destinatario delle merci danneggiate anche qualora potesse individuarsi un successivo vettore Bresci.
Con il secondo motivo del ricorso si denuncia "Erronea applicazione al caso della convenzione di Ginevra in data 19.5.1956, resa esecutiva con L. 6 dicembre 1960, n. 1621 (c.d. C.M.R.), violazione e falsa applicazione, comunque, dell'art. 34 della C.M.R.; mancata applicazione, in caso di infondatezza delle doglianze di cui ai punti che precedono, dell'art. 23 della C.M.R. modificato il 15.7.1978 e reso esecutivo dalla L. 27 aprile 1982, n. 242. Omessa motivazione, a tal proposito, su un punto decisivo della controversia debitamente prospettato da T.F.E.".
Parte ricorrente critica l'impugnata sentenza sia per aver ritenuto applicabile la Convenzione C.M.R. ad ogni contratto di trasporto di merci su strada, sia per aver ritenuto applicabile in particolare l'art. 34 della stessa.
Quanto al primo punto T.F.E. sostiene che ai fini dell'applicabilità della particolare normativa dettata dalla convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956 le parti contraenti devono aver manifestato la loro volontà in tal senso e che la relativa indagine non è stata svolta dalla Corte milanese.
La tesi è infondata perché la suddetta volontà può essere manifestata anche attraverso l'inserimento nella lettera di vettura dell'indicazione che il trasporto è assoggettato al regime di cui alla predetta convenzione (art. 6, par. 1, lett. k) (Cass., 7 febbraio 2006, n. 2529). E nella fattispecie per cui è causa risulta che tale indicazione è stata inserita.
Quanto al l'applicabilità dell'art. 34 della C.M.R., parte ricorrerne sostiene che secondo la Corte d'Appello deriva da essa la solidarietà tra il vettore e tutti i subvettori.
Anche sul punto, secondo la T.F.E., la sentenza è affetta da errore in quanto può dirsi jus receptum che nel trasporto di merci, concordato dal mittente con un unico vettore, il quale si avvalga per l'esecuzione del trasporto di altro vettore con il quale stipuli un contratto di sub-trasporto, non sussiste la responsabilità solidale dei diversi vettori. Ed infatti l'impugnata sentenza, ha escluso che la fattispecie integri l'ipotesi di trasporto cumulativo ex art. 1700 c.c..
La censura è infondata perché, contrariamente a quanto sostenuto da parte ricorrente, nell'impugnata sentenza non viene configurata una responsabilità solidale.
Con l'ultima censura del secondo motivo parte ricorrente sostiene che l'impugnata sentenza ha liquidato il danno in riferimento" all'intero pagato per la merce avariata durante il trasporto, maggiorato del costo del trasporto stesso, che la ricorrente ha corrisposto ad AGN, suo diretto contraente, come risulta dalla fattura n. 205725/99 emessa dal primo vettore, nonostante l'espresso richiamo effettuato, a tal proposito, a pag. b della replica depositata il 14.2.2005. Il ricorso non è autosufficiente perché non riproduce ne' il contenuto della fattura, ne' quello della suddetta replica. In conclusione, per tutte le ragioni che precedono, il ricorso deve essere rigettato, mentre si ritiene sussistano giusti motivi per la compensazione delle spose del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese del giudizio di cassazione.
Così deciso in Roma, il 24 giugno 2009. Depositato in Cancelleria il 28 settembre 2009


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