DISCIPLINA DI STUPEFACENTI E SOSTANZE PSICOTROPE
RIFERIMENTI NORMATIVI.
Aggiornato al 29 agosto 2003.
L'ultimo provvedimento in ordine cronologico è il DM del 4-4-03, in vigore dal 29-5-03.
Le principale novità per quanto riguarda la terapia del dolore severo.
Il problema della ricetta (ed alcune perplessità).
Le risposte del Ministero (FAQ).
Tutta la documentazione sui medicinali stupefacenti e psicotropi.

La nuova ricetta non riporta più il codice a lettura ottica, inoltre se ne prevede un'edizione bilingue per le regioni autonome con bilinguismo (Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige).

Non è più obbligatorio che tutti i numeri utilizzati per indicare dosaggi, quantità, modo e tempi di assunzione siano scritti solo in lettere (possono essere utilizzate le cifre).
Non è più necessaria l'indicazione dell'indirizzo del paziente (la ricetta non riporta più lo spazio per l'indicazione dell'indirizzo).

Queste importanti semplificazioni nelle modalità di redazione della ricetta sono state confermate dalle circolari del Ministero della Salute, Ufficio centrale stupefacenti, n. 800.UCS/AG1/4261 del 9-6-2003, e n. 800.UCS/AG1/4869 del 30-6-2003.
In effetti l’obbligo di segnare a tutte lettere la dose prescritta e l'indirizzo del paziente si riferisce, ai termini dell’art 43, c 1 e 2, DPR 309/90, soltanto alla ricetta speciale; ciò è esplicitamente confermato dal fatto che nelle nuove norme d’uso è stato eliminato il precedente punto 5, in base al quale “tutti i numeri utilizzati per indicare dosaggi, quantità, modo e tempi di assunzione dovevano essere scritti solo in lettere”; per quanto riguarda l'indirizzo del paziente, la compilazione completa della ricetta non lo richiede (è stato eliminata la riga per apporvelo).

In caso di prescrizione nella terapia del dolore severo, in corso di patologia neoplastica o  degenerativa per una cura di durata non superiore a trenta giorni, di Temgesic compresse (tab IV DPR 309/90) o di altro medicinale di tabella V nella cui composizione in associazione rientra una sostanza compresa nell'allegato III-bis della Legge 12/2001 (ad es. Co-efferalgan Tachidol Lonarid), detti medicinali devono essere anch'essi prescritti mediante ricetta ministeriale in triplice copia a ricalco, con indicazione obbligatoria della posologia.
(Nel caso di uso per indicazioni diverse, continuerà ad essere utilizzata la solita ricetta non ripetibile o ripetibile).
(Non è richiesta alcuna annotazione particolare da parte del medico sulla ricetta; le ricette in triplice copia a ricalco di medicinali di tab V DPR 309/90, non costituendo documentazione del registro di carico e scarico, si conservano soltanto per sei mesi).



Non si deve più accettare la ricetta speciale gialla per la terapia del dolore di durata superiore ad otto giorni.
E' esperienza comune (del farmacista) che attualmente non tutti i medici sono provvisti del ricettario a ricalco (di cui al DM 24-5-01).
Si è posto dapprincipio il problema, in considerazione delle finalità della legge, se fosse lecito per il farmacista accettare prescrizioni redatte con le modalità previste dalla legge 12/2001 sulla tradizionale ricetta speciale gialla, oppure viceversa, a che responsabilità sarebbe andato incontro se non le avesse accettate.
Il nuovo decreto stabilisce che i medici sono autorizzati ad usare i ricettari approvati con DM del 24-5-01, mentre questo stesso DM del 24-5-01 a sua volta prevedeva che nel periodo di tempo necessario alla stampa e alla distribuzione delle nuove ricette i medici erano autorizzati ad usare il ricettario speciale (ricetta gialla).
Il Ministero è subito parso dell'idea che il medico dovesse già essere fornito del ricettario del DM 24-5-01.
La Federfarma Lazio ha chiesto pubblicamente alla Regione di intervenire con una norma "ad hoc" che tutelasse il diritto del paziente, ma tale norma non è stata emanata.
La Federazione dei medici di famiglia del Lazio ha diramato una nota nella quale precisa che il medico che non si è ancora approvvigionato del ricettario in triplice copia a ricalco può utilizzare il ricettario speciale giallo, avendo però l'accortezza di indicare una terapia di durata non superiore agli otto giorni ed attenendosi alla correttezza formale nella compilazione.

Perplessità.
Mi pare che il farmacista ed il medico non abbiano ben compreso perchè i medicinali di tab. IV e V contenenti le sostanze dell'all. III-bis debbano essere prescritti col ricettario a ricalco in caso di terapia del dolore severo.
La finalità restrittiva sembra esclusa, perchè se si vogliono eludere le limitazioni (di durata della terapia) è possibile prescrivere con la modalità tradizionale (ricetta non ripetibile o ripetibile) che non ha particolari restrizioni nè di durata nè di numero di pezzi.
Comunque, perchè il medico possa aderire a questa disposizione, occorre che ne sia informato, ed anche motivato in relazione alle finalità della norma.
Un'ultima annotazione: non tutti i medicinali di tab V contenenti le sostanze dell'all. III-bis le contengono in associazione o sono registrate per l'uso come analgesici, per cui se ne esclude a priori l'uso del ricettario in triplice copia (vedi ad es Cardiazol paracodina, per cui l'unica indicazione ammessa è il trattamento della tosse).


 Nota del Ministero (FAQ) n.800.UCS/AG1/4869 del 30-6-2003: chiarimenti sulla prescrizione della terapia del dolore.
In un documento formulato sul tipo "risposte alle domande più frequenti", il Ministero ha fornito indicazioni circa le modalità operative.
Qui di seguito si evidenziano i punti più importanti:

La prescrizione di buprenorfina orale (Temgesic cp) deve essere in tutti i casi limitata a una durata per cura massima di trenta giorni (sia la ricetta in triplice copia che quella "bianca" per il trattamento del dolore acuto).

La ricetta in triplice copia per la terapia del dolore severo ai fini del rimborso da parte del SSN è valida su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla residenza del paziente, dalla regione di appartenenza del medico prescrittore e dalla ubicazione della farmacia che spedisce.

La ricetta che prescrive un numero di confezioni che supera i trenta giorni di terapia, NON può essere spedita in nessun caso.



Si rammenta infine che, per le prescrizioni a carico del SSN, il timbro del medico sulla copia destinata alla Usl deve essere apposto in originale, perchè il timbro apposto sulla prima pagina non appare sulla copia a ricalco.
 

Giancarlo Fogliani
Ultima rev 29 agosto 2003

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