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Istituto
di Diritto della Navigazione |
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Sezione
del Dipartimento di scienze giuridiche Facoltà
di Giurisprudenza |
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Storia dell'Istituto La Germania ha recentemente istituito a Königsberg un Istituto di diritto aeronautico, diretto dal prof. Schuiber. La Svizzera ha creato una cattedra di diritto aeronautico a Losanna. Già da tempo analogo insegnamento si tiene a Parigi. Tali iniziative mi hanno convinto della necessità di creare nella R. Università della capitale un Istituto di diritto aeronautico ed a tal uopo ho disposto che sia erogato da questo Ministero un contributo di annue lire quattromila, mentre il Ministero dell'aeronautica all'istesso scopo darà un contributo annuo di lire ottomila. Con la complessiva somma di lire 12.000 annue si potrebbe provvedere all'impianto dell'Istituto, senza alcun onere per il bilancio di codesta R. Università, ove l'incarico dell'insegnamento venga impartito gratuitamente, come fu fatto l'anno scorso dal prof. Giannini, o da altro che la Facoltà di giurisprudenza crederà di incaricare. Confido che la S.V., convinta della necessità di dare un maggiore sviluppo allo studio del diritto aeronautico, secondo le direttive del R. Governo, vorrà cooperarsi perché l'insegnamento suaccennato e l'impianto dell'Istituto possa aver luogo al più presto, in modo che il corso possa iniziarsi per il corrente anno accademico. Gradirò di conoscere i provvedimenti adottati con cortese sollecitudine, per disporre il pagamento dei due contributi suindicati.
Il rettore Giorgio Del
Vecchio rispose prontamente esprimendo il suo plauso e il suo
ringraziamento, sicché l'Istituto di diritto aeronautico fu
istituito con deliberazione del Consiglio della facoltà di
giurisprudenza del 13 gennaio 1927.
Primo direttore dell'Istituto e docente incaricato di diritto
aeronautico fu Amedeo Giannini. Oltre che per l'insegnamento
universitario, il nome di Amedeo Giannini spicca nella
comunità scientifica mondiale per essere stato uno dei
maggiori artefici dell'elaborazione del diritto internazionale uniforme
in materia di navigazione aerea, avendo fra l'altro presieduto il
comitato che provvide alla redazione del testo definitivo della
Convenzione di Varsavia del 1929. Amedeo Giannini fu anche presidente
di sezione del Consiglio di Stato, ambasciatore, senatore del Regno dal
1938.
In conseguenza dell'emanazione del codice della navigazione e
dell'istituzione con r.d. 5 settembre 1942 n. 1319 dell'insegnamento
del diritto della navigazione (in sostituzione del diritto marittimo e
del diritto aeronautico), presso la facoltà di
giurisprudenza dell'Università di Roma fu attribuita ad
Antonio Scialoja la prima cattedra italiana di diritto della
navigazione col decreto del Ministro dell'educazione nazionale del 18
ottobre 1942. Correlativamente l'Istituto di diritto aeronautico
assunse l'attuale denominazione sotto la direzione dello stesso
Scialoja.
Antonio Scialoja, deputato, senatore, sottosegretario, fu il fondatore
del diritto della navigazione in Italia. La sua opera sistematica,
basata, da un lato, sulla considerazione unitaria del diritto aereo e
del diritto marittimo e, dall'altro, sulla caratterizzazione autonoma
della disciplina rispetto al diritto pubblico e al diritto commerciale,
culminò nella redazione del codice della navigazione del
1942. La sua attività scientifica, maturata dal ceppo del
diritto commerciale e sorretta da una forte vocazione storicistica,
lasciò la sua impronta più duratura nella
sistemazione del diritto marittimo, cui poi affiancò,
compenetrandolo organicamente, il diritto aeronautico. Muovendo dalla
considerazione della fisionomia unitaria del fatto tecnico che
è a base di ogni forma di navigazione (marittima, interna e
aerea), Scialoja segnò alla scienza e alla legislazione un
preciso indirizzo, sostenendo l'unità e l'autonomia del
diritto della navigazione. Il fondamento della disciplina unitaria
della navigazione marittima, interna e aerea va ricercato in quella
somiglianza o comunanza di esigenze di carattere giuridico (rilevanti,
appunto, sul piano dell'assetto normativo) proprie degli spazi in cui
si esplica l'attività e agiscono i mezzi impiegati per
realizzarla. Egli sostenne inoltre che lo studio di questo ramo del
diritto non deve limitarsi ai rapporti di carattere commerciale che
attengono alla materia, bensì a tutti gli aspetti,
pubblicistici e privatistici, della navigazione per mare, per acque
interne e per aria, affermando in tal modo l'autonomia del diritto
della navigazione, in quanto tutte le norme attinenti alla navigazione
formano un sistema a sé, da inquadrare come parte
integrante, ma distinta, nel sistema generale del diritto; e il
concorso di elementi pubblicistici e privatistici è di tale
misura in materia di navigazione, da dare a questa un'impronta
peculiare.
Antonio Scialoja tenne l'insegnamento e la direzione dell'Istituto fino
al 1950, anno del collocamento fuori ruolo, tranne un'interruzione
legata agli eventi bellici, in occasione della quale l'insegnamento del
diritto della navigazione (e la direzione dell'Istituto) fu attribuito
per incarico negli anni 1944 e 1945 al suo allievo Gabriele Pescatore.
A questi l'incarico fu poi rinnovato, dopo l'uscita dal ruolo di
Scialoja, negli anni 1950-51 e 1951-52.
Libero docente in diritto marittimo nel 1942, Pescatore tenne
l'incarico d'insegnamento del diritto della navigazione presso la
facoltà di Economia e commercio dell'Università
di Roma dal 1952-53 per trentatré anni. Fu presidente della
Cassa per il Mezzogiorno dal 1954 al 1976, poi presidente del Consiglio
di Stato, giudice costituzionale e vice-presidente della Corte
costituzionale.
Nel dicembre 1952 fu chiamato alla cattedra romana Francesco Maria
Dominedò, allievo di Cesare Vivante, che assunse anche la
direzione dell'Istituto dal 1955, anno della collocazione a riposo di
Scialoja. Deputato, senatore, sottosegretario, ministro della marina
mercantile, Dominedò si segnala anche per la strenua difesa
dell'importanza dell'insegnamento del diritto della navigazione, che
condusse in vista di una riforma (non attuata) dell'ordinamento
didattico delle facoltà di giurisprudenza. In
quell'occasione egli sostenne con vigore l'inserimento del diritto
della navigazione fra le materie obbligatorie, con una relazione
presentata al consiglio di facoltà (e poi pubblicata sul
Foro italiano 1960, IV, 162) e condivisa dalla prevalenza dei docenti.
Morto Dominedò nell'ottobre del 1964, gli succedette Antonio
Lefebvre d'Ovidio, allievo di Scialoja. La figura e l'opera di Lefebvre
si connettono indissolubilmente alla redazione del codice della
navigazione, alla quale diede il maggior contributo, sotto la guida di
Scialoja. Redasse nel 1950, con Pescatore, la prima edizione del "Manuale di diritto della
navigazione", giunto nel 2019 alla quindicesima edizione
(con la collaborazione di Leopoldo Tullio): opera ormai classica,
conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.
Dopo un anno di interregno in cui Antonio Malintoppi assunse la
supplenza dell'insegnamento della materia e Roberto Ago la direzione
dell'Istituto, per l'anno 1977-78 fu chiamato Ludovico Matteo
Bentivoglio, illustre internazionalista, che tenne la direzione
dell'Istituto per soli due anni e mezzo, fino alla sua prematura
scomparsa nell'aprile 1980. Fervente sostenitore
dell'unitarietà del diritto dei trasporti eretto a sistema
fondò la "Collana di diritto dei trasporti" dell'Istituto,
tuttora in atto. Dopo la morte di Bentivoglio fino al termine dell'anno
accademico, Angelo De Martini assunse le attività didattiche
e Rosario Nicolò la direzione dell'Istituto.
Dal 1° novembre 1980 al collocamento a riposo (31 ottobre
1999), per diciannove anni direttore dell'Istituto fu Gustavo
Romanelli. Durante la sua lunga gestione l'Istituto ha acquistato una
vitalità nuova, con un fervore di iniziative, didattiche e
scientifiche, che mai si erano attivate in precedenza con tale
frequenza e incisività. L'Istituto è divenuto un
centro culturale di prim'ordine, cui affluiscono studiosi da altre
parti d'Italia e dall'estero. Sono organizzati seminari e convegni,
anche internazionali. Fra le iniziative scientifiche più
rilevanti di Romanelli è la fondazione nel 1988 (con
Gabriele Silingardi e Leopoldo Tullio e l'incoraggiamento di Gabriele
Pescatore) della rivista "Diritto
dei trasporti", che si redige stabilmente nella
facoltà di giurisprudenza della Sapienza. Dopo il
collocamento a riposo di Romanelli l'Istituto fu diretto, nel
1999-2000, da Diego Corapi. Dall'anno accademico 2000-01, la direzione dell'Istituto è stata assunta da Leopoldo Tullio, che già dal collocamento fuori ruolo di Romanelli, nel 1996-97, aveva assunto l'insegnamento della materia, mutuandolo da quello da lui tenuto nella facoltà di economia della Sapienza. Con l'istituzione nel 2004 del Dipartimento di scienze giuridiche della facoltà di giurisprudenza della Sapienza, l'Istituto è diventato sezione autonoma del Dipartimento stesso (1). Dopo
il collocamento fuori ruolo di Leopoldo Tullio, nel 2019-2020
l’insegnamento della materia è stato assunto da Alessandro Zampone. (1) Per
informazioni più dettagliate sulla storia dell'Istituto di
diritto della navigazione si veda: L. Tullio, Documenti
per la storia dell'Istituto di diritto della navigazione
dell'Università La Sapienza di Roma
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Istituto
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+39+06.4452956 |
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